Città Spettacolo e la rappresentazione del profilo economico dettagliato dei costi della manifestazione

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Stramberie di un anno vissuto morbosamente. E' andata così: è saltata la sagra laica (salsicce alla brace, ugole di bronzo, giostrine e giochi pirici) di contorno alla festa religiosa (devozione al Sacro Cuore o alla Madonna delle Grazie) ed è invece rimasta in calendario la sagra religiosa (devozione delle masse piazzaiole al sindaco e al suo governo) di contorno alla festa laica (BCT, Città Spettacolo).

Se la seconda schiude i battenti nell'ultima settimana di agosto, il primo li ha chiusi in avvio di mese. Ha esposto il fianco a critiche serrate (come quella di Confcommercio). Ha gioito di decine di migliaia di visualizzazioni nella... 'didattica a distanza' attraverso il profilo social (“...60 mila le visualizzazioni su facebook e altrettante sul sito...”). Ha denunciato (sempre fonte Tv7) in “otto serate, 20 ospiti, 3 anteprime Sky, oltre 5.000 spettatori” (il Napoli Teatro Festival, con 130 eventi spalmati su un mese intero, a luglio, ne ha dichiarati 10.000...). Ha mostrato, infine, la corda di un format allestito per le produzioni e le loro pubblicità suscitando l'effetto di un programma televisivo costruito su anticipazioni e ospiti e amarcord che inteneriscono la memoria: qualche novità in pillole, lo spettacolo assicurato sul palco dai professionisti dello spettacolo, rievocazioni e secondi visioni di sicuro impatto.

Il secondo, dal canto suo, si prepara a suscitare curiosità con la consueta formula in voga con l'era del direttore artistico, l'eclettico Renato Giordano: l'accostamento di eventi dalla fisionomia diversa racchiusi nell'arco di sette giorni. Come un 'Bignami' che lascia sì affiorare qualche idea ma non disegna una identità culturale. Per giunta, in continuità con gli altri anni c'è la prevedibile esternazione politico/programmatica dell'assessore agli spettacoli Oberdan Picucci (“...sarà il festival della gente...”) e la solita relativa trasparenza, quanto al profilo economico dettagliato della manifestazione.
La specifica delibera di una Giunta comunale riunitasi alle ore 17 è datata 3 agosto (n. 132), ovvero il medesimo giorno in cui è stata messa in calendario, alle ore 18, la conferenza stampa per svelare il programma della manifestazione, e si limita al quadro generale, il solito: la quarantunesima edizione del festival Benevento Città Spettacolo costerà 166.000 euro, coperti da 150.000 euro di finanziamento regionale e 16.000 da preventivati incassi da biglietteria.

Poi, il consueto gioco di prestigio: stessa ora di Giunta, stesso posto, stesso giorno ed ecco pure la precedente Delibera n. 131 avente ad oggetto l’approvazione del progetto relativo alla III edizione della Rassegna Città Spettacolo Teatro, che prevede una spesa complessiva di 306.000 euro, coperti dal finanziamento regionale di 250.000 euro (per l’intervento “Teatro comunale e azioni culturali di valorizzazione territoriale nel Comune di Benevento), 32.000 da preventivati incassi da biglietteria, e 24.000 euro dal bilancio comunale.

Un gioco di specchi a suon di delibere che non permette ovviamente di comprendere quali spese interesseranno in senso stretto il festival e quali invece faranno parte di un più ampio recinto.

C’è il dato, comunque, che la direzione artistica dei due eventi (nel secondo caso sempre affidata a Renato Giordano, per 11.040 euro lordi, come si legge nella determina n. 19 del 7 agosto), come che sia, amministra 166.000+306.000 euro: siamo alle soglie del mezzo milione, che pare un bel viatico per una programmazione culturale per la quale è sempre risuonato il lamento della scarsità di fondi, che fa talora il paio con la pochezza di idee.