I contagi crescono ma Mastella e le altre autorità si sono assunti la responsabilità di far partire il festival. Speriamo bene...

- Ambiente Sanità di Carlo Panella
Piazza Castello
Piazza Castello

Incautamente, ha cominciato Mastella sulla sua pagina facebook, da tempo il primo depositario del contenuto della sua azione amministrativa e soprattutto partitica. Nel suo post (lo riportiamo alla lettera: “I provvedimenti del governo sono stati da noi anticipati di qualche settimana . Per noi varranno Nei luoghi Della movida e degli assembramenti . Peraltro città spettacolo si avvicina e queste regole saranno fondamentali”) il sindaco si riferiva al provvedimento che ha imposto, dal 17 agosto, la chiusura delle discoteche e l’obbligo delle mascherine dalle 18 alle 6 del mattino anche nei luoghi all’aperto dove si creeranno assembramenti, per la movida e non solo.

Il post di Mastella, come pure sarebbe stato prevedibile, è stato subissato di critiche nei commenti e di inviti perentori a non fare svolgere la manifestazione ‘Città Spettacolo’. Mentre Mastella, infatti scriveva a sostegno dei provvedimenti governativi prudenziali (e addirittura attribuendosene una primogenitura!) contemporaneamente avviava una manifestazione che gli assembramenti li va a creare e a incentivare. La logica non c’è.

E la logica viene addirittura irrisa quando ha spostato gli spettacoli, dal Teatro Romano a Piazza Castello, per potere avere più del doppio delle persone vicine (da 450 a 1000) da far affluire in unico posto !

Le misure annunciate ieri dal tavolo tecnico del Comune, per garantire maggiore sicurezza alle persone che si andranno a stipare, sotto la Prefettura sfociano nel grottesco. Per separare il migliaio di spettatori seduti, da quelli - e non sono normalmente pochi nelle sere d’estate – che pur transiteranno ai lati, sarà garantito il distanziamento con fioriere e transenne!

Ecco, a Benevento è stato trovato – ben prima del vaccino – un decisivo ostacolo alla diffusione del Covid-19, le fioriere e le transenne: non sto scherzando, leggere ‘Il Mattino’ di oggi per verificarlo…

Ora, va pure detto che quando si è organizzata la manifestazione non si era ancora verificata la forte ripresa del contagio che almeno da una settimana è però fortemente in atto; va aggiunto pure che finché sarà possibile bisognerà consentire la tenuta degli spettacoli perché non solo questi (in generale…) portano cultura e la cultura serve eccome, ma fanno lavorare tante persone tra le più colpite nei mesi scorsi dalla chiusura; va specificato che non è decisione semplice da prendere quella di bloccare un festival a poche ore dall’inizio per gli inevitabili vari contraccolpi; ma, ammesso e concesso tutto ciò, resta il fatto che la salute pubblica - che in questo caso significa agire in modo tale che il contagio non possa avere occasione per accrescersi – venga prima di tutto.

E possono sorgere quindi fin da ora tutte le responsabilità del sindaco di Benevento – innanzitutto - e di tutte le altre autorità statali e sanitarie che stanno consentendo l’avvio di Città Spettacolo, nel caso in cui dovessero essere poi proprio questi spettacoli e segnatamente quelli più affollati a far diffondere il potenzialmente letale virus a Benevento e nel Sannio. Nessuno può ignorare, infatti, che per spettacoli come quelli di Salemme e Arbore o per gli altri concerti, di Gabbani in primis, affluiranno anche spettatori da fuori provincia.

Questi sono soprattutto gli eventi a rischio, quelli in cui incautamente sono stati richiamati ad assistervi più spettatori, non certo gli spettacoli con un centinaio di spettatori in luoghi in cui il controllo dei distanziamenti sarà più agevole (Piazza Roma, Hortus Conclusus, Giardini De Simone, Piazza Torre). Senza dimenticare che l’assessore comunale al commercio ha anche “prefigurato la possibilità” di aperture prolungate e straordinarie dei negozi durante gli spettacoli di modo che l’incentivo alla partecipazione si accresca ancora di più !

Non fare affluire molte persone in dei luoghi in piena pandemia da coronavirus invece, non può che essere l’obiettivo primario che leggi, logica e buon senso impongono a chi esercita il potere e soprattutto la tutela della salute pubblica. Incrociamo le dita, non ci resta altro da fare…