Spettacoli a Benevento coi contagi in crescita. Codacons a Mastella: se ci saranno conseguenze denunceremo i responsabili. La replica dell'assessore Picucci

- Politica Istituzioni IlVaglio.it
Il palco per lo spettacolo serale di Salemme
Il palco per lo spettacolo serale di Salemme

L’ASL di Benevento ha inviato alle 14.56 ai giornali la solita scarna tabella con i dati sul contagio da coronavirus nel Sannio - totalmente identica a quella di ieri, con 17 contagiati di cui 3 nell’ospedale ‘S. Pio di Benevento, per la qual cosa rimandiamo all’articolo di ieri per gli altri dettagli (clicca per leggerlo). Due ore dopo il Codacons di Benevento ha informato gli stessi giornali di aver “chiesto in data odierna al Sindaco, alla ASL, alla Prefettura di consentire la verifica degli atti autorizzatori riguardo ai concerti di Geolier e Ghali programmati per il 29 e 30 agosto prossimi in piazza Castello (per il festival Città Spettacolo, NDR)”.

Il festival inizia stasera con uno spettacolo di Vincenzo Salemme, in Piazza Castello. Il Comune di Benevento non ne ha voluto sapere di bloccarlo prudenzialmente, dato il forte aumento di contagi in provincia di Benevento e in Campania in questi ultimi giorni.

Ma torniamo alla richiesta di Codacons: “La richiesta è volta a verificare se dietro l’atteggiamento paternalistico delle Amministrazioni locali, manifestatosi attraverso comunicati stampa e reiterate telefonate domestiche ai limiti della molestia, si celi effettivamente la volontà di prevenire il contagio oppure solo propaganda contraddetta dagli atti effettivamente posti in essere.

Non si vede in effetti quale sia, soprattutto a 15 giorni dall’inizio dell’anno scolastico, la assoluta necessità culturale pubblica di programmare nell’ambito di una rassegna teatrale 2 spettacoli di musica leggera per adolescenti, con possibili assembramenti e potenzialmente incontrollabili occasioni di contagio.

L’istanza è stata trasmessa anche al Presidente della Regione Campania, principale finanziatore della Rassegna, affinchè abbia la possibilità di intervenire coi fatti qualora ritenga che i pericoli connessi agli spettacoli siano, come il buon senso sembra suggerire, maggiori rispetto al beneficio pubblico legato agli eventi finanziati.

Nell’istanza si anticipa che il Codacons, comunque, qualora il regolare svolgimento dell’anno scolastico dovesse subire danni per ragioni cronologicamente o statisticamente correlabili ai 2 eventi invierà immediata denunzia agli Organi Giudiziari competenti per la verifica delle eventuali responsabilità”.
La foto è stata gentilmente concessa da Valentino Soreca

***

Scrive, in proposito, l'assessore comunale agli Spettacoli, a Benevento, Oberdan Picucci: L’azione di speculazione politica non ha freno, soprattutto a ridosso degli appuntamenti elettorali. Così in vista delle prossime Regionali e poi delle Comunali di primavera, si assiste alla continua produzione di note stampa da parte degli interlocutori più improbabili. Stavolta tocca al Codacons, associazione dei consumatori, intervenuta per stigmatizzare Città Spettacolo e minacciare ricorsi all’autorità giudiziaria ove mai i casi di Coronavirus dovessero crescere a Benevento (leggi). Nella nota, l’associazione minaccia la via legali ove mai riscontrasse un nesso “statistico o cronologico” tra i nuovi casi e la manifestazione: chissà chi saranno gli esperti statistici e virologi a cui sarà demandata la valutazione del Codacons di Benevento, vedremo.

Eppure l'associazione dovrebbe sapere che si sono tenuti diversi tavoli tecnici in cui tutte le autorità preposte hanno collaborato alla stesura delle diverse disposizioni in materia di sicurezza da adottare nella manifestazione, storico fiore all’occhiello della nostra comunità. Avrebbe potuto prendere visione almeno delle regole, dalla distanza imposta agli spettatori fino all’obbligo di mascherina, che permettono lo svolgimento della kermesse in sicurezza, così come da indicazione dello stesso CTS. Va specificato inoltre che ieri sera sono stati adottati tutti i protocolli previsti, dalla misurazione della temperatura, alla messa a disposizione della soluzione idroalcolica per il lavaggio delle mani, all'obbligo dell'utilizzo della mascherina, fino alla registrazione dei partecipanti. Gli spettatori disposti su sedute adiacenti erano persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e comunque sia, sempre da indicazioni degli organismi preposti, l'utilizzo della mascherina sarebbe stata già una misura sufficiente al di là della distanza.

Niente da fare, sembra che l’imperativo sia attaccare Mastella e la sua amministrazione, anche in barba a qualunque ragionamento di tutela dei consumatori o di salvaguardia dal coronavirus. Pazienza, i consumatori e i cittadini sapranno a chi affidarsi per la tutela (reale) dei loro diritti. Mentre, tra i quesiti che vengono sollecitati dalla nota politica del Codacons che evidentemente prova ad inserirsi nel filone della speculazione tanto di moda sull’emergenza sanitaria, me ne viene in mente uno: dov’era il Codacons quando Mastella, in pieno lockdown, disponeva i controlli sugli esercizi commerciali chiedendo che non si alzassero i prezzi immotivatamente, arrivando a minacciare finanche chiusure per i trasgressori?