Gli annullamenti di due concerti del festival: una storia di mediocrità tipicamente beneventana

- Politica Istituzioni IlVaglio.it
La sede della Prefettura di Benevento
La sede della Prefettura di Benevento

Alle 18.30 - in mancanza di alcuna comunicazione ufficiale - dobbiamo usare ancora il verbo al condizionale e quindi scrivere che “avrebbe”, il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi stamattina, 26 agosto nella Prefettura di Benevento, sancito un differente 'rischio sicurezza' per un paio di appuntamenti (con gli artisti Geolier e Ghali) inseriti nel programma della 41a edizione di Città Spettacolo in corso di svolgimento e per ciò li avrebbe cassati. Lo lasciano trasparire – data l'assenza di cui sopra - due associazioni civiche come Altrabenevento ed il Codacons (leggi su il Vaglio.it), ricordando la loro battaglia preventiva in tal senso: soprassedere all'organizzazione degli eventi del Festival in una fase di recrudescenza dei contagi da Covid 19.

Il fattaccio insufflerà ancor più aria al vento della protesta politica perché l’organizzazione di Città Spettacolo non si può separare dall'imminente tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale della Campania, nella quale è comunque impegnato tanto il sindaco Mastella quanto chi gli fa campagna contro.

Piuttosto che scavare in maniera ulteriore il solco della polemica, converrà far emergere solo una (modesta) riflessione in proposito: tutto ciò (la valutazione del rischio prima e del rischio dopo, l'annullamento dei concerti) riflette una evidente ipocrisia istituzionale.

Si possono infatti mettere in fila alcuni dati:
la situazione di pandemia era risaputa sin dall'atto dello svelamento del programma del Festival: Ghali e Geolier sono due rapper 'moderni' che riscuotono un elevato tasso di gradimento nel pubblico soprattutto giovanile (e in fondo per questo sono stati inseriti nel calendario d'eventi);

le critiche, politiche, relative allo spettacolo inaugurale di Salemme sono da ritenersi strumentali alla luce di quanto emerso dal ricordato Comitato: scrive infatti Ottopagine, a proposito di tale “incontro convocato dal numero uno del palazzo del governo (il prefetto, NDR) dopo le polemiche che si erano scatenate la prima sera di Città Spettacolo 2020 quando alcune foto hanno ritratto centinaia di persone sedute una accanto all'altra e all'apparenza senza rispettare il distanziamento sociale contro la diffusione del coronavirus”, che “tutte le norme sono state rispettate, ha spiegato il prefetto Cappetta a margine della riunione”;

quanto poi all'inversione di tendenza, ecco che gli show di Geolier e Ghali “sarebbero stati particolarmente seguiti dai giovani che purtroppo non sempre rispettano le regole. Per questi motivi sono stati annullati”, ricorda ancora Ottopagine citando gli esiti del Comitato in Prefettura: dunque si attribuisce in larga parte all'irresponsabilità delle fasce più 'verdi' d'età l'amara decisione dei concerti saltati;

concerti per i quali i.... flussi in entrata non sembravano critici: “Al momento della decisione sono stati venduti 662 biglietti per lo spettacolo di Gabbani, che è stato confermato per venerdì 28 agosto; 571 per Geolier e 262 per Ghali”, specifica Gazzetta di Benevento, numeri tali da poter essere tenuti sotto controllo ulteriormente razionalizzando la vendita dei ticket.

Dunque, per concludere, laicamente e sempre premettendo che il Festival Città Spettacolo ormai da tempo è anche (forse soprattutto) vetrina politica per chi amministra e oggetto di serrata critica politica da chi avversa (non il Festival, ma l'amministrazione in carica):
in tutt'Italia sono in corso di svolgimento manifestazioni culturali che prevedono eventi importanti e di richiamo popolare;

la comodità (e non il mero buonsenso) della decisione adottata in Prefettura è in quella giustificazione che fa risalire la china di possibili accidenti solo ai giovani (che comunque hanno la loro parte di colpa eventuale);

l'annullamento degli eventi di Benevento si spiega a questo punto solo con l'incapacità di riuscire a tenere sotto controllo, da parte di chi dovrebbe assicurarla, la sicurezza;

si prefigura infine un (lieve o ampio non interessa) danno economico per la collettività perché “ovviamente i possessori dei biglietti saranno rimborsati e gli artisti, in tutto o in parte, saranno pagati” (anche se a questo punto non si esibiranno), scrive Gazzetta di Benevento.

Insomma, una storia tipicamente beneventana il cui intreccio è costruito sulla diffusa mediocrità di tutti i protagonisti:
chi organizza senza offrire le dovute garanzie, chi scopre gli assembramenti pro-Covid 19 nel frangente propiziato dal Festival e/o in dirittura d'arrivo elettorale;
chi - oscillando – si mostra (in)deciso.