Il flop della Città Spettacolo di Mastella e la insicurezza dei concerti dei rapper “scoperta” solo dopo…

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La sede della Prefettura di Benevento
La sede della Prefettura di Benevento

Quando il sindaco di Benevento nel chiudere con un breve intervento lo show di Renzo Arbore si sofferma anche sui dolorosi tagli al programma artistico (l’annullamento delle esibizioni dei rapper Geolier e Ghali) perché non si è creduto nei giovani (“…ed una comunità che non crede nei propri ragazzi s'avvia a spegnersi”) sembra parli del festival Città Spettacolo come altro da sé e non della manifestazione che ha fortemente voluto tenere nel tentativo, a suo dire, di non abbandonare la via della normalità nonostante il tempo della pandemia.

Quest’ultima intenzione, però, sarebbe stata apprezzabile se coniugata con un uso ragionato dei mezzi a disposizione, il più appariscente dei quali era l’allestimento del programma del festival. Privilegiare l’azione del ritorno a un passato di teatro magari perseguendo l’unità di luogo (il Teatro Romano), dove un controllo dei varchi poteva risultare meno complesso, e replicando lo spettacolo (nel tempo), avrebbe garantito in ugual modo l’invocata normalità non disgiunta da una più raffinata ricerca di qualità.

Per questo non può tirarsi fuori, il sindaco Mastella, da un sostanziale flop, che denuda sempre più l’essenza di Città Spettacolo quale prodotto ormai da vendere al maggior numero possibile di persone attratte dalla varietà offerta dalla luccicante vetrina (politica) allestita.

A maggior ragione quando appuntamenti elettorali non sono molto lontani. Naturalmente ciò indica ben altra via verso la normalità, della rassegna però: fare il contrario di quel che s’è fatto fino a oggi.

Non va comunque sottaciuto un altro aspetto, se vogliamo anche sottotraccia rivelato dal 'dispiacere' del primo cittadino (peraltro messo in guardia dalla stessa Regione Campania, prima finanziatrice sull'inopportunità di alcune scelte come appunto quelle di Geolier e Ghali): il ruolo del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Pencolante, e quindi poco rassicurante. Le maggiori istituzioni locali e i rappresentanti di Governo e Forze dell’Ordine hanno avvertito il bisogno di riunirsi attorno a un tavolo per mettere in discussione se stessi, declinando oggi l’impossibilità che venisse garantita quella sicurezza che ieri pareva garantita (con un bersaglio troppo preciso: “...le previste esibizioni di Geoler e Ghali attireranno un considerevole pubblico di giovani meno propensi a rispettare i predetti obblighi e presumibilmente anche in numero superiore ai posti disponibili...”).

E le correzioni in corso d’opera, nel caso della pandemia, producono un effetto straniante perché in fondo tre e solo tre sono le regole fondamentali che si consiglia d’osservare (mascherine, distanziamento, igiene costante).

Ma l’indecisionismo istituzionale non sorprende, né sconcerta: è sufficiente ricordare che il ripetuto approccio al problema ‘movida’, a Benevento, rappresenta una solida base d’irresolutezza.