Civico 22: cosa c'è dietro la mancata riapertura delle scuole a Benevento. La replica di Pasquariello: illazioni strumentali

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foto di repertorio
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Scrive in una nota il laboratorio politico "Civico 22": "Oggi inizia la scuola! Dopo un blocco di tre mesi da marzo a giugno dovuto ad un evento straordinario, si torna a scuola! I nostri figli avrebbero dovuto prendere cartelle e diari nuovi ed avviarsi al nuovo anno finalmente. Ma non possono, vivono in una Regione problematica che insieme ad altre 4, Puglia, Calabria, Basilicata ed Abruzzo (alcune di quelle che registrano i dati più alti di povertà educativa in Italia) ha deciso di non aprire. Ma i nostri figli non vivono in un’area metropolitana, loro avrebbero potuto godere del vantaggio di essere cittadini di una media-piccola città, questa volta essere piccoli e marginali poteva essere un vantaggio per loro, ma non è andata così.

Come ha annunciato a più riprese, il nostro Sindaco - che era contrario all’apertura nei tempi stabiliti dalla legge italiana - ambisce ad aprire ad ottobre. Perché? Perché in 14 Regioni la scuola inizia oggi, in Friuli il 16, Sardegna il 22 ed i nostri figli non sanno quando torneranno? Cosa li differenzia dagli altri bambini italiani? Dicono che il problema principale sia la “sicurezza”. Ma la pandemia è stata, ed è, una grande occasione per “mettere in sicurezza”. Il Comune di Benevento, infatti, ha partecipato ad un bando - a cui hanno partecipato e vinto 5600 Enti locali - ed ha vinto 310 mila euro per ammodernare i plessi scolastici di San Modesto, San Vito, San Filippo, Pietà, Federico Torre, Nicola Sala, Pascoli, Pezzapiana, Ferrovia. Ma mentre i nostri erano alle prese tra spettacoli di piazza ed urgenze improvvisate per manutenzioni mai avvenute ai Pini, i cantieri che dovevano partire immediatamente da luglio - come accaduto negli altri comuni - non sono partiti se non a fine agosto, quando finalmente il Comune ha deliberato i lavori da farsi per la Federico Torre e la Nicola Sala.

Siamo in tempo di guerra - così hanno scritto molti per commentare gli eventi funesti della pandemia sullo stato sociale del paese - ma il nostro Comune perde tempo dal 20 luglio al 28 agosto prima di approvare lo schema dei lavori. Eppure quei lavori alle scuole erano attesi da tempo, da molto prima del Covid. Problemi autorizzativi? Nessuno. Come ci ha spiegato Antonio Leone, iscritto ai nostri Laboratori ed attivista di Civico22, La legge chiamata “Decreto Scuola” ha riconosciuto ai Sindaci il potere di “Commissari” per dare agli stessi la possibilità di agire tempestivamente sull’edilizia scolastica. L’articolo 7 ter (Misure urgenti per interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica) del “Decreto Scuola” recita testualmente: Al fine di garantire la rapida esecuzione di interventi di edilizia scolastica, anche in relazione all’emergenza da COVID 19, fino al 31 dicembre 2020 i sindaci e i presidenti delle province e delle città metropolitane operano, nel rispetto dei princìpi derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea, con i poteri dei commissari di cui all’articolo 4, commi 2 e 3, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, ivi inclusa la deroga alle seguenti disposizioni: a) articoli 32, commi 8, 9, 11 e 12, 33, comma 1, 37, 77, 78 e 95, comma 3, del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50; b) articolo 60 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, con riferimento al termine minimo per la ricezione delle offerte per tutte le procedure sino alle soglie di cui all’articolo 35, comma 1, del medesimo decreto legislativo, che è stabilito in dieci giorni dalla data di trasmissione del bando di gara.

Dunque gli altri 5 mila comuni non hanno dovuto fare alcuna forzatura, hanno solo utilizzato i fondi e provveduto a quanto di loro competenza. Per tutti quegli enti locali che nonostante i finanziamenti avessero avuto bisogno di ulteriori sedi il Governo ha disposto un fondo straordinario di 70 milioni di euro per offrire la possibilità di affittare sedi temporanee, al fine di scongiurare il rinvio dell’inizio dell’anno scolastico. Ma evidentemente al Comune di Benevento queste risorse non aggiuntive non servivano visto che non ne ha fatto richiesta. Il fondo per gli affitti di spazi temporanei è stata una scelta finalizzata a scongiurare il rinvio con la scusa della sicurezza, per togliere ogni alibi a Comuni come il nostro. Sul sito del Governo è scritto chiaramente dagli inizi di luglio: “La notizia e la quantificazione totale delle risorse sono già state rese note nelle scorse settimane, durante l’approvazione del decreto, periodo nel quale gli Enti Locali hanno già potuto cominciare a lavorare per individuare ulteriori soluzioni. Con i finanziamenti ricevuti sarà possibile non solo pagare gli spazi, ma anche i lavori di adattamento alle esigenze didattiche”.

Altri dicono che non aprire sia stata una scelta di “opportunità” vista l’imminenza delle elezioni, ma neanche questa scusa regge rispetto all’assurdità di una campanella di avvio rimandata a data da destinarsi. Sono diverse, infatti, le Regioni che hanno deciso finalmente di spostare altrove i seggi elettorali, liberando le scuole da questo peso inutile. Il Veneto, le Marche, la Liguria e centinaia di Comuni hanno optato per questa scelta ovvia. Nelle Marche è stato addirittura predisposto un incentivo economico per quei Comuni che hanno deciso di spostare altrove i seggi elettorali, ed hanno risposto tanti piccoli comuni che con pochi sforzi hanno salvato la scuola da queste “ragioni di opportunità”. L’asse tra il nostro Sindaco ed il Presidente della Regione poteva essere utile a creare un “modello Benevento” rispetto alla priorità della scuola. Ma anche in questo caso Benevento si accoda agli ultimi e non fa della sua dimensione abitativa un vantaggio sul resto della Regione. Ora non ci resta che aspettare. Diari e cartelle riposti negli armadi in attesa che, non si sa precisamente cosa, qualcosa accada per il via libera. Poi magari a Benevento soffierà di nuovo il vento forte e la nostra amministrazione ci dirà che per non incorrere in sanzioni penali di chi doveva provvedere alla manutenzione degli edifici e non lo ha fatto sarà costretta a chiudere per ragioni di sicurezza e di opportunità. Non possiamo tacere, qui serve davvero iniziare a parlare di una rivoluzione beneventana che ci porti fuori dal destino di essere ultimi che chi ci governa ci cuce addosso contro il nostro volere.

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Scrive, però, in replica, l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Benevento, Mario Pasquariello: Il comunicato di Civico 22 relativo all’apertura delle scuole a Benevento, diffuso dagli organi di informazione in data odierna, richiede delle precisazioni volte ad evidenziare la falsità e la strumentalità di certe affermazioni.

Le scuole a Benevento, come in tutti gli altri Comuni della Regione, apriranno il 24 settembre in quanto ciò è stato, opportunamente (considerato il caos causato dal Governo in materia), deciso dal Presidente della Regione Campania, a tanto competente. In ogni caso, il Comune di Benevento, per quel che attiene i lavori di adeguamento degli spazi scolastici (per i quali il M.I.U.R. ha destinato la somma di € 310.000,00), sarebbe stato pronto anche se l’apertura fosse stata confermata al 14 settembre. Tanto è stato formalmente comunicato al Dirigente Scolastico Provinciale (in una riunione tenutasi a Palazzo Mosti) ed al Dirigente Scolastico Regionale (dallo scrivente, personalmente, a mezzo telefono).

Ed invero, aldilà delle trite e ritrite stucchevoli illazioni, condite da inesattezze e sciocchezze varie, nel mese di luglio i tecnici del Comune si sono confrontati con i dirigenti scolastici e con i loro referenti tecnici per valutare le diverse esigenze ed il 21 luglio la Giunta Comunale ha approvato le schede progettuali relative agli interventi di adeguamento ed adattamento funzionale degli spazi e delle aule didattiche rivelatisi necessari, per nove edifici scolastici, in conseguenza dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Tali schede progettuali sono state poi inserite nel portale del M.I.U.R. dedicato a tale misura e solo dopo ferragosto (peraltro dopo un formale sollecito) è arrivata la risposta del Ministero che consentiva di procedere all’affidamento dei lavori. Immediatamente l’Ufficio Lavori Pubblici ha affidato i lavori a nove ditte diverse (per lavorare contemporaneamente in tutti gli edifici scolastici interessati ed accorciare, così, i tempi. Come, d’altronde, aveva chiesto il Dirigente Scolastico Provinciale) utilizzando la normativa vigente (per applicare la quale, fortunatamente, ai solerti funzionari comunali non serve il suggerimento di luminari del diritto…). Le ditte incaricate si sono, dunque, messe al lavoro per realizzare gli interventi previsti nei tempi previsti.

Per opportuna conoscenza degli amici di Civico 22, che ignorano (volutamente?) molte cose, è doveroso precisare che non risponde al vero che il Comune di Benevento non ha partecipato al bando ministeriale per la rilevazione dei fabbisogni degli enti competenti sull’edilizia scolastica per l’avvio dell’anno scolastico. Infatti l’Ente guidato dall’Amministrazione Mastella ha partecipato al detto bando chiedendo al Ministero la somma complessiva di € 210.000,00 utile per l’eventuale affitto di Palazzo G.B. Lucarelli alla Via Bartolomeo Camerario (di proprietà del Conservatorio, ente con il quale è già in essere una interlocuzione in merito, pronto ad essere utilizzato come edificio scolastico) e/o di altri spazi temporanei nella malaugurata ipotesi che dovessero verificarsi emergenze in merito all’edilizia scolastica. Tanto si doveva ad onor del vero ed in risposta a chi immagina una “rivoluzione beneventana” fondata sulle falsità e le strumentali illazioni.

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Ciude, ancora ed in replica, Civico 22: Come forza civica ci siamo dati un impegno e continuiamo a mantenerlo: non farci trascinare nelle polemiche sterili e negli insulti, rispondere con i fatti, con il ragionamento e con modi gentili a chi ci attacca in modo scomposto. L’assessore Mario Pasquariello parla di falsità che avremmo scritto nella nostra riflessione sulla mancata riaperture delle scuole a Benevento, quindi siamo costretti a rispondergli, per rispetto della verità dei fatti.

1). La Provincia di Benevento ha annunciato proprio ieri di essere stata assegnataria di 140 mila euro per il fondo straordinario dedicato agli affitti di spazi scolastici ulteriori. Il Comune di Benevento non ha potuto fare eguale annuncio perché evidentemente (lo dicono i fatti) il Comune non è rientrato nella graduatoria di chi aveva fatto domanda nei tempi giusti per l’inizio dell’anno scolastico (graduatoria ufficiale del 7 settembre del MIUR). Nella sua nota Pasquariello afferma che il Comune di Benevento “ha fatto domanda” ma egli non cita una data della istanza volta ad ottenere in affitto la sede del Conservatorio in via Bartolomeo Camerario e l’Albo pretorio non viene in suo aiuto perché in esso non risulta alcuna pubblicazione.

2) Pasquariello si picca della nostra nota e dice che tutto era pronto già prima del 28 agosto e che Civico22 direbbe falsità. Ma allora, se tutto era pronto come dice Pasquariello, perché la scuola non è iniziata ieri? Perché Mastella chiede da fine agosto che l’apertura delle scuole sia rinviata ad ottobre? Perché l’assessore si picca con noi e non con il suo Sindaco, visto che è proprio il suo Sindaco che ha deciso di rinviare l’inizio delle attività scolastiche?

3) I cantieri della Scuola “Nicola Sala” e dell’Istituto “Federico Torre” sono iniziati solo dopo il 28 agosto. Sono fatti, non servono commenti.

Due considerazioni a margine:

La prima. Poiché il nostro Sindaco è sempre iperbolico (i concertoni si possono fare, la scuola può essere rinviata ad ottobre) e poi, nelle difficoltà, fa esporre i suoi assessori a giustificare le inefficienze della propria Amministrazione, chiediamo all’assessore Pasquariello chi sarebbero questi “arraffa arraffa” e questi “succhiaruote”? Da febbraio, da quando ha deciso di dimettersi per via di questi loschi figuri che lo circonderebbero a Palazzo Mosti, è un mistero sapere chi siano, ma noi vediamo puntualmente un Sindaco che sebbene abbia dichiarato di essere circondato da queste figure misteriose si mette bene al riparo dietro alla Giunta e dietro al Consiglio quando c’è da incassare colpi. Non è che i succhiaruote sono stati redarguiti ed ora sono tutti gommisti al servizio del potere precostituito?

La seconda. Davvero avete chiesto di affittare una struttura in via Bartolomeo Camerario per 210 mila euro? Ma avete mai notato che in città ci sono strutture in stato di abbandono che sono facilmente raggiungibili dalle famiglie e che non si trovano in pieno centro storico? Le esperienze migliori italiane di tanti Comuni hanno avuto successo per aver fatto rete con parrocchie, oratori, centro giovanili, siti museali per immaginare una scuola diversa per quest’anno. Sapete cosa siano i Patti Educativi Territoriali promossi dal governo per creare una comunità educativa diffusa che scongiuri gli effetti devastanti di eventuali lockdown? In tutta Italia gli studi correlano la povertà educativa, l’obesità infantile e adolescenziale con il degrado ambientale. Potrebbe non essere un caso, dunque, che dopo sei mesi di interruzione del sistema scolastico la città stia bruciando ogni sera.

Non aprire le scuole è come aggiungere benzina al fuoco di una città in ginocchio. Sappiamo che Pasquariello, che è anche un ottimo padre di famiglia e persona impegnata, queste cose in cuor suo le sa, sappiamo che come tutti i padri vorrebbe aprire al più presto le scuole, ma non può, perché il suo sindaco non è d’accordo. Oltre il 70% degli studenti italiani è già rientrato a scuola, i nostri ragazzi appartengono al 30% che resta ancora a casa. Il resto sono chiacchiere.