Il contagio ora è più capillare nel Sannio, per questo più comunicazione si farà e meno preoccupazione ci sarà

- Opinioni IlVaglio.it
Foto di repertorio
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La richiesta ripetuta su questo quotidiano, “Il Vaglio.it”, di un quadro informativo più compiuto da parte dell’Asl Benevento in merito alla comunicazione ufficiale sull’andamento del contagio da SARS-CoV-2, IN questa fase di recrudescenza dell’impatto epidemico, non è un vezzo o una provocazione, né una persecuzione. Risponde alla necessità che la popolazione sannita ha di essere informata, perché alle maggiori conoscenze si colleghino inevitabilmente consapevolezza, valutazione, prudenza, complementari all’osservanza delle regole basilari per contenere la diffusione del contagio (distanziamento, mascherina, igiene).

E c’è un risvolto ulteriore, e non meno significativo, che rende il bisogno di sapere pressante: al tempo del lockdown di marzo-aprile, le uniche crepe apertesi nell’argine eretto dai comportamenti corretti dei cittadini furono, a Benevento e Paolisi, due focolai scoppiati in una casa di cura e in un’azienda avicola. Stavolta, invece, tali spiacevoli certezze non ci sono: i numeri, crescenti, in città e in provincia, col calare dell’estate, sono figli di una diffusione più capillare del morbo, come testimonia il coinvolgimento – sulla mappa dei comuni sannita – di oltre una ventina di essi.

Tutto ciò rende naturalmente più gravoso anche il compito dell’autorità sanitaria, in parallelo – però – con quella sensazione di paura che comincia a serpeggiare nelle comunità, quelle coinvolte e quelle che non vorrebbero esserlo. Ecco perché notizie su test, tamponi, tracciamenti e quant’altro, sono funzionali a una maggiore e più diffusa tranquillità: del buon operare dell’istituzione e della fiducia che se ne ricava.