Altrabenevento insiste: sospendere la fornitura idrica della Gesesa ai rioni Libertà, Ferrovia e Centro storico. Ancora reazioni e commenti

- Opinioni IlVaglio.it

L'associazione Altrabenevento non lascia, e raddoppia la denuncia (clicca qui per leggere l'articolo di ieri in merito). Una nota odierna a firma della presidente dell'associazione Sandra Sandrucci, infatti, nel ritenere insufficienti le misure precauzionali assunte dagli enti preposti (clicca qui per leggere l'articolo in merito di ieri de 'Il Vaglio.it') - nonché le valutazioni/rassicurazioni della politica, con esse intendendosi quelle del sindaco Mastella -, fa appello perché sia sospesa l'ergazione idrica praticamente ai tre quarti della città di Benevento.

Scrive la presidente dell'associazione Sandra Sandrucci: "Dal 15 settembre l'Arpac e la Asl hanno accertato che l'acqua immessa in rete dalla Gesesa e servita anche ad una fontana del rione Libertà non è potabile. Hanno quindi chiesto al Comune e alla Gesesa la sospensione della fornitura idrica. Quella analizzata è la stessa acqua prelevata dai pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni e servita dalla Gesesa a tutto il rione Libertà, al rione Ferrovia e al Centro storico. L'esame che ha allarmato l'ARPAC e la ASL è stato fatto ad una fontana della zona San Modesto ma ciò non significa che la non potabilità si possa riferire solo a quell'acqua.

Invece, il sindaco Mastella, ieri pomeriggio, dopo il primo comunicato di Altrabenevento, non ha interrotto il servizio nella parte bassa della città e si è limitato ad ordinare solo ai cittadini della parte destra del rione Libertà di "non usare l'acqua per fini potabili". Ma gli abitanti della zona non sono stati neppure tempestivamente informati.

Dal 15 settembre, per tre giorni, hanno continuato a bere, cucinare e lavarsi con acqua non potabile, ma il sindaco non ha pensato di avvisarli del pericolo telefonicamente o con un'auto munita di altoparlanti. Neppure sul sito del Comune e su quello della Gesesa è stata fornita la dovuta informazione.

Ieri sera Mastella, subissato di critiche ha spiegato che bisogna stare tranquilli (sic!) perché hanno trovato nell'acqua solamente il batterio Pseudomonas Aeruginosa e che il problema si risolve con lo "scialacquamento delle tubazioni" (dichiarazione testuale del primo cittadino).

A parte il fatto che questo batterio è davvero pericoloso, comunque non si comprende perché dovrebbe essere l'unico inquinante trovato. Infatti, la Gesesa ha annunciato l'uso di grossi quantitativi di cloro da immettere in rete per lavare le tubazioni ma se il problema è stato determinato da un difetto di clorazione allora hanno trovato anche altri inquinanti microbiologici.

Tra l'altro, occorre segnalare che anche il risultato del "lavaggio" delle tubazioni con grossi quantitativi di cloro finirà nei rubinetti delle case e delle attività commerciali considerato che la fornitura idrica non è stata sospesa, con conseguente pericolo di aumento di altri inquinanti, ad esempio Triclorometano (Cloroformio).

E' necessario che siano pubblicati i risultati ufficiali degli esami effettuati: questa città non può continuare ad avere presunte informazioni, tra l'altro tardive e solo dopo le denunce di Altrabenevento, da un sindaco smentito dai fatti. Ed è necessario che sia sospesa tutta la fornitura idrica della Gesesa ai rioni Libertà, Ferrovia e Centro storico fino a quando non sarà accertata, con esami condotti anche con la partecipazione delle associazioni rappresentative dei cittadini, la potabilità delle acque.

Da tempo ripetiamo che l'acqua prelevata dalla falda sotto la città di Benevento non può essere usata per fini potabili considerato che i fiumi non sono depurati (oggetto di indagine della Procura della Repubblica) e parte della rete fognaria non è neppure controllata perché non gestita da Gesesa.

Dal 2003 il Piano D'Ambito prevede ufficialmente la chiusura dei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni che invece sono ancora utilizzati per fornire acqua a 58.000 abitanti della parte bassa della città. Lunedì presenteremo un nuovo esposto alla Procura della Repubblica e da martedì 22 settembre ricominceremo a raccogliere le firme per chiedere che tutta la città sia servita da acqua buona del Biferno, finora destinata solo alla parte alta ma è necessario che il Consiglio comunale, i partiti, i sindacati, le associazioni dei consumatori la smettano di partecipare al "coro del tutt'apposto" e si decidano ad occuparsi di acqua, bene primario ed indispensabile per a vita.

N.B. Ancora aspettiamo di sapere che ne pensa di questo disastro l'assessore all'Ambiente del Comune, Gerardo Giorgione, che dai cittadini del rione Libertà ha avuto molti consensi elettorali".
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Alla vicenda, dopo quelli di ieri (leggi), hanno portato contributi - critici - anche esponenti di altre forze politiche.
"In relazione all'immediata sospensione dell'utilizzo ai fini potabili dell'acqua distribuita da Gesesa in una parte del Rione Libertà ordinata dal sindaco Mastella è intervenuto, ad esempio, il consigliere Italo Di Dio, che ha protocollato un'interrogazione urgente al sindaco Mastella. "Ritengo sia opportuno e doveroso - spiega Di Dio - informare i cittadini in merito alle motivazioni da cui è scaturito tale provvedimento. Per quale tipo di contaminazione si è proceduto ad interdire l'utilizzo dell'acqua potabile?
Come mai il sindaco non ne fa menzione nell'ordinanza?
Da quanto tempo l’ente era a conoscenza della presenza di questo batterio?
Come si è provveduto a comunicare ai cittadini la non potabilità dell’acqua ?
Che effetti può avere il contaminante anche su altre zone della città ?
Sono solo alcune delle domande contenute nell'interrogazione consiliare protocollata stamane e dalla quale attendo una risposta urgente dal primo cittadino in Consiglio Comunale".

“Premesso che - scrive Italo Di Dio - in data 18/09/2020 il Sindaco emetteva l’ordinanza prot. 89835/2020, con la quale ordinava l’immediata sospensione dell’utilizzo ai fini potabili dell’acqua distribuita dalla GESESA Spa rientrante nella zona Rione Libertà lato destro di Via Napoli percorso in direzione da Ponte Sabato a Via Piccinato”. “Che tale provvedimento - aggiunge il consigliere comunale - ordinava alla GESESA Spa l’immediato intervento di ripristino della potabilità e la comunicazione con ogni mezzo agli utilizzatori della predetta zona; che successivamente lo stesso Sindaco attraverso un video dichiarava che l’acqua somministrata nella zona come sopra descritta, conteneva tracce del batterio 'pseudomonas aeruginosa' come comunicato dalla stessa GESESA”. Pertanto, Di Dio chiede di sapere “se corrisponde al vero che l’Arpac in data 15/09/2020 aveva già segnalato la non potabilità dell’acqua in riferimento alla zona interessata, se corrisponde al vero che l’Asl in data 17/09/2020 aveva ordinato al Comune di Benevento e alla GESESA Spa l’immediata sospensione dell’erogazione idrica nella zona interessata”.
E ancora il consigliere chiede “come mai l’ordinanza è stata emessa solo nella giornata del 18/09/2020 nonostante le raccomandazioni degli enti preposti e per quale motivo la stessa ordinanza non prevede la sospensione dell’erogazione dell’acqua ma soltanto il divieto di utilizzo ai fini potabili; quali sono i contaminanti rinvenuti nell’acqua somministrata nelle zone di riferimento e quali danni possono arrecare alla salute dei cittadini, per effetto della loro azione batterica; se e in che misura sono stati superati i limiti di legge in relazione ai parametri microbiologici previsti dalla normativa vigente per i contaminanti rilevati; quali sono state le azioni messe in campo dal Comune e dalla GESESA Spa per avvisare i cittadini sulla presenza dei contaminanti nell’acqua somministrata e per scongiurare il rischio di un utilizzo per consumo umano di acqua non potabile; come mai non sono stati utilizzati gli strumenti a disposizione del Comune come il call center o gli 'autoveicoli con megafono' che invece più volte sono stati utilizzati anche per finalità non strettamente emergenziali; quali sono state le misure adottate dalla GESESA Spa per garantire la somministrazione di acqua potabile sostitutiva ai cittadini residenti nelle zone interessate, con particolare riferimento ad anziani e disabili”. E infine “Quale effetto può avere la diffusione del contaminante anche in altre zone della città?”.
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Fanno infine giungere oggi alla stampa il loro parere anche le consigliere comunali del M5S, Annamaria Mollica e Marianna Farese: "Il MoVimento 5 Stelle, con pec del 18 settembre scorso indirizzata al Sindaco e per conoscenza al Prefetto e al Direttore dell’ASL, ha chiesto di essere messo a conoscenza ad horas della documentazione attestante i valori delle sostanze contaminanti alla base dell’ordinanza sindacale prot. n. 89835 del 18/9/2020, che ha sospeso l’utilizzo ai fini potabili dell’acqua distribuita da GESESA nel lato destro di Via Napoli al Rione Libertà.

Il MoVimento 5 Stelle, una volta visionati i richiesti atti ufficiali, prenderà in considerazione la richiesta di convocazione in seduta straordinaria del Consiglio Comunale, al fine di discutere, in particolare, circa gli eventuali ritardi e incauti comportamenti da parte delle Autorità sanitarie locali deputate alla tutela della salute dei cittadini".