Abbate e Mortaruolo: gli eletti. PD e mastelliani: in agrodolce. Mazzata durissima per destre e M5S. E le Comunali di Benevento sono dietro l’angolo

- Opinioni di Carlo Panella
Il neo consigliere regionale Luigi Abbate
Il neo consigliere regionale Luigi Abbate

Caserta stavolta non ha fatto rima con allerta. 28 ore di tempo, trascorse dallo stop al voto di ieri alle 15, non sono bastate infatti a 2 sezioni di Terra di Lavoro per completare lo spoglio anche delle elezioni regionali e ciò su cui scriviamo, avendo atteso fino alle 18:30, non è ancora il dato ufficiale, benché sostanzialmente lo sia, essendo state scrutinate in Campania 5.825 sezioni su 5.827, mancano appunto quelle due lì.
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Com'è noto, Vincenzo De Luca ha stravinto in Campania - con la sua coalizione, che lui ha definito 'né di destra, né di sinistra' - ottenendo addirittura il 68,4%. Stefano Caldoro, a capo del centrodestra s'è inchiodato al 18% e Valeria Ciarambino, del M5S, è precipitata al 9,9%. Gli altri 4 in lizza per 'Potere al Popolo', 'Terra', 'Terzo Polo' e 'Buone maniere', tutti sommati, hanno ottenuto il 2,53%.
Minimi per tutti gli scostamenti tra i voti delle liste e quelli dei candidati presidenti.
Alla 'ibrida' coalizione vincitrice andranno 32 seggi in Consiglio Regionale: al centrodestra di Caldoro 11; al M5S gli altri 7.
E’ stato un trionfo per il governatore rieletto, una vera rotta per centrodestra e M5S.
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Venendo alla provincia di Benevento, va subito detto che 'Noi Campani' di Clemente Mastella e il Partito Democratico hanno ottenuto il risultato prefisso: il ritorno in Consiglio Regionale da una parte, con il medico beneventano, Luigi Abbate, e dall’altra con la conferma dell'avvocato Mino Mortaruolo nel parlamentino dove siede dal 2015.
Quando gli obiettivi vengono raggiunti e si tramutano in seggi vuole dire, senz'altro, che queste formazioni hanno vinto.
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Il resto appartiene alle opinioni. E così i filomastelliani ora potranno festeggiare l'elezione non solo di Abbate, ma anche di un suo compagno di partito in provincia di Caserta per un bottino totale di oltre 100mila voti e pure il primato di 'Noi Campani' a Benevento città (ancora: Abbate è stato il più votato in assoluto appena sotto la soglia dei 10mila voti) e con il secondo posto in graduatoria della lista in tutta la provincia sannita, capoluogo compreso.
I loro detrattori potranno, invece, opporre che, dopo 4 anni e mezzo di gestione del Comune di Benevento, la lista del sindaco in carica (che ha annunciato la sua ricandidatura alle Comunali in primavera) non è andata oltre il 16,62 nel capoluogo e oltre il 12,89 in tutta la provincia, pur avendo la guida della Rocca dei Rettori da due anni.

Mentre i supporter del PD potranno rimarcare, oltre al molto concreto argomento di Mortaruolo di nuovo in Consiglio, anche l'aver tutto sommato retto nonostante la temibile concorrenza nella coalizione dei mastelliani, stavolta trasformatisi in alleati, come pure dei molto forti elettoralmente, Fernando Errico per Campania Libera e soprattutto Raffaele Del Vecchio per 'De Luca presidente' (seconda lista in assoluto a livello regionale).
Ma nemmeno loro potranno trovare molte scusanti alla brutalità dei numeri che davano al PD 5 anni fa 26mila voti con il 24% e oggi lo vedono crollato a 16mila voti e al 14%.
Per tacere della città, la citta di Umberto Del Basso De Caro, con il raggranellato misero 12% e 2800 suffragi ai democratici.
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Opinioni che, tutte, hanno dosi di verità. Per cui Mastella, pure se canterà vittoria (e lo farà) non potrà che vedere - nelle schede appena spogliate – sinistri auspici per la propria rielezione a Palazzo Mosti.
E così il PD. E’ vero ha mantenuto il seggio, sotto l’attacco concentrico del ‘fuoco amico’ di Del Vecchio e Panza, dei montesarchiani e degli airolani che hanno provato anche a disarcionare, competendo con Mortaruolo, il lider maximo del partito. Il quale sicuramente è stato un po’ cagion del proprio mal: non candidando nella lista PD almeno un beneventano, ha lasciato una prateria davanti a Del Vecchio, Luigi Abbate e tanti altri che hanno potuto mietere ampi consensi
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E infatti Del Vecchio, da sempre nel PD, ultimo candidato sindaco di tale partito, a Benevento non solo ha superato in preferenze gli odierni i candidati alle regionali del PD ma, con la propria lista, è giunto a sole 200 preferenze da quella ufficiale del partito. Quel Del Vecchio che però nulla ha potuto contro le 3.300 preferenze di Luigi Abbate. Quest’ultimo così, stavolta, si è preso l’attesa vittoria, per quella gara cui non fu ammesso 4 anni fa. Il neo consigliere regionale, infatti, lasciò il PD, per ritornare nella fila mastelliane, da cui anni prima era uscito, proprio perché i vertici locali gli impedirono di partecipare alle primarie per l’elezione a sindaco di Benevento, appunto, contro Del Vecchio che le vinse, sì, ma che poi fu battuto da Mastella in quel giugno del 2016.
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Sempre in città non può non essere sottolineata l’ottima prestazione della lista Liberaldemocratici e Moderati 1.958 voti, 8,5% (soprattutto con Zaccaria Spina ma anche con Amina Ingaldi) e quella sorprendente del Centro Democratico 1.051 voti, 4,5% (con Antonio Puzio e Anna Orlando).
Un buon segnale la presenza di 4 candidate nei primi 10 più votati, a cominciare da Antonella Pepe (PD) quarta in assoluto per preferenze.
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Poche righe per i perdenti e di quanto !
IL M5S aveva oltre 22mila voti nel 2015 e ora ne ha presi poco più di 10mila: dal 20 al 10%, una frana.
Forza Italia è sparita dai 24mila voti del 2015 (ma erano candidati Sandra Mastella e Mino Izzo) con il 22% è tracollata a 7mila voti e 5,9%.
La Lega di Salvini 5 anni fa non concorreva. Stavolta ha preso il 7,1% nel Sannio intero e il 7,2% a Benevento città, diventando il primo partito della coalizione (percentuale attuale non paragonabile al dato dell’oltre il 20% incamerato nel Sannio dai leghisti alle europee di solo un anno fa).
Prima nel centro destra in provincia, stavolta, è stata la lista di FDI con il 9%, con 10mila voti, grazie soprattutto ai voti del candidato Domenico Matera (oltre 6mila preferenze). Più modesta invece la performance a Benevento, la città dove la destra missina e post missina pure ha avuto una storia piena di vittorie. Stavolta solo 1.200 voti, il 5,5%.
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Concludendo, torniamo al PD per il quale s’annuncia un autunno caldissimo… Sarà tutto da vedere quel che accadrà ora nel partito che appare come balcanizzato. Non ultimo, al suo interno, è da rimarcare il clamoroso flop del segretario provinciale Carmine Valentino a S. Agata dei Goti; con una manovra da molti censurata, mesi fa, ha fatto cadere l’Amministrazione civica che aveva proposto al voto in continuazione della propria, durata 10 anni. L’ha fatta cadere però, con altri consiglieri di maggioranza unitisi alla minoranza, a un solo un anno dall’insediamento. Ordita l’operazione, si è quindi ricandidato a sindaco, convinto di potersi riprendere il municipio. I santagatesi non hanno gradito lo spettacolo e nelle urne l’hanno bocciato. Ora farà il consigliere comunale di opposizione, dopo non aver gradito di farlo in maggioranza. Così agendo ha portato il PD - nel più grande comune sannita dopo il capoluogo - in minoranza.
Crediamo non potrà restare ancora al suo posto, anche se di sconfitte ne ha incassate tante da quando guida il PD, senza poi fare una piega.
Stavolta però il suo caso, benché eclatante, è solo una delle gatte da pelare. Le ferite aperte dal cerchio concentrico antidecariano sanguineranno ancora di più. E, se come pare, De Luca, oltre la Regione Campania, sembra intenzionato anche a prendersi subito il PD regionale, non è escluso che si possa arrivare a un commissariamento del PD sannita e quindi a un azzeramento e alla consequenziale bagarre interna. A 8 mesi dalle Comunali di Benevento… Vedremo se e quanto l’esempio di Tafazzi affascinerà i democratici sanniti.
Ma questa è un’altra storia. Oggi, è il tempo dell'amaro nelle bocche dei delusi e degli sconfitti, quello dei pochi che stappano spumanti. Domani? E’ un altro giorno.