Elezioni - I vincenti di oggi e quelli di domani che dovranno scegliere tra autosufficienza e mediazione

- Opinioni di Giovanni Festa
Umberto Del Basso De Caro
Umberto Del Basso De Caro

I due eletti dalla circoscrizione di Benevento al Consiglio regionale della Campania sono entrambi della maggioranza che ha sostenuto il plebiscito in favore di Vincenzo De Luca, e si tratta di Gino Abbate (Noi Campani-Mastella), una new entry, e il riconfermato Erasmo Mortaruolo (Pd) . Ovvero, nell'ordine, i due più votati sul territorio (9.903 e 6.324 preferenze, rispettivamente), con il secondo esponente del primo partito (14,30%) e il primo esponente del secondo partito (12,89%) in termini di voti intercettati nell'urna. Scioglilingua a parte, non varrà per Noi Campani e Pd la logica della vittoria di Pirro, del successo con perdite, cioè nonostante il... mancato pieno successo (leggi su 'Il Vaglio.it' ) in virtù degli attacchi concentrici portati dalle liste 'amiche' nel coacervo che ha sostenuto l'exploit di De Luca.

Per dirla come ha titolato un giornale nazionale con chiaro riferimento alle vicende governative e alle insidie del centrodestra, la temuta 'spallata' in danno del ceppalonese e di Del Basso De Caro non c'è stata, nonostante, nel primo caso, soprattutto il bacino beneventano mastelliano sia stato eroso da presenze ingombranti e avulse dal perimetro politico cittadino (Spina, Errico), nonché dal responso su Puzio ed Orlando e, nel secondo caso, l'emorragia di voti di Mortaruolo sia stata notevole (cinque anni fa ne riportò 14.996) e soprattutto il Pd paghi addirittura lo 'scuorno' del suo segretario provinciale (Carmine Valentino) non rieletto alla carica di sindaco nel feudo d'origine, Sant'Agata dei Goti, nonché il superamento in città da parte di Raffaele Del Vecchio su Mortaruolo (che segnala quanto abbia inciso la capacità persuasiva nel capoluogo: poco...).

Vince, in fondo, chi alla fine raccoglie il risultato e passa sopra, oggi, ai cerotti che ha dovuto mettersi, ben consapevole però che, domani, ci sono termini e equilibri che necessitano d'essere mutati, se si vorrà continuare a rivelarsi vincenti: o attraverso la consapevolezza di bastare definitivamente a se stessi – e vada come vada -, o attraverso l'avvedutezza del ritornare a mediare.