Dopo voto - 2. Le alte sfere del PD evocate dal resistente Del Vecchio

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Il futuro non roseo del Pd nel Sannio, e a Benevento in particolare, emerge dall'ascia nient’affatto sotterrata nel commento di Raffaele Del Vecchio (lista 'De Luca Presidente') una volta reso ufficiale il risultato delle Elezioni regionali. L'ex candidato sindaco di Benevento del Pd nel 2016, peraltro già vicesindaco per i due lustri precedenti, rimarca dall'Aventino della attuale lista non-Pd i “1.841 voti di preferenza sulla mia persona a Benevento” che gli hanno permesso di superare, largamente, il riconfermato consigliere regionale del partito Erasmo Mortaruolo, almeno nel derby cittadino.

Con un avvertimento velato, ma non tanto, che giunge a disconoscere in via definitiva la conduzione politica del Pd nel Sannio e nella città capoluogo: “Con i tanti amici con i quali abbiamo condiviso questa battaglia, continueremo il nostro percorso politico in pieno accordo, come è stato finora, con la segreteria nazionale e regionale del Partito Democratico. E con il Governo regionale”.

E' un gioco di sponde, insomma, al quale Del Vecchio lega gli ultimi possibili fuochi della sua carriera politica (che ha già espresso tanto), rimarcando collegamenti in alto loco rispetto alla realtà territoriale nella struttura 'dem'. E' il segnale di resistenza di un politico che certo ha qualche gettone da spendere al tavolo delle prossime decisioni da assumere (Comunali a Benevento, per esempio), ma anche di dipendenza dagli equilibri correntizi e, soprattutto, dal 'peso' del riconfermato presidente De Luca.

Il percorso è tortuoso, i margini sono stretti e in fondo il Pd sannita può ancora smazzare le carte: avrà perso voti, tanti voti, la lista ufficiale del partito, ma ha raggiunto ugualmente il risultato desiderato (l’elezione di Mortaruolo). Per quanto indebolito, la dirigenza sannita del Pd s'è resa protagonista di una prova di forza: come a dire che siederà ancora a pieno titolo al tavolo delle decisioni.