I contagi aumentano, ma l’ASL di Benevento non dice da quanti tamponi emergono. Chi sa scriva… e pubblichi

- Ambiente Sanità di Carlo Panella

La diffusione dei contagi da SARS-CoV-2 in Italia, in Campania e in provincia di Benevento è in aumento. Una crescita progressiva da agosto in poi. E’ questione di lana caprina dibattere se quella in essere è o meno l’inizio della annunciata seconda fase di un’epidemia che già tanti lutti e tanti malati ha fatto. Se proprio si vuole, sicuramente è più corretto definirla prosecuzione della prima fase, perché in Italia un vero azzeramento del contagio non c’è mai stato.

In provincia di Benevento, intanto, dai poteri sanitari preposti il Sannio Covid-free è stato già dichiarato, a inizio estate. E qui veniamo a un tasto dolente, il più macroscopico, dell’azione dei poteri sanitari locali contro la diffusione del terribile coronavirus.

Il modo per trovare le persone positive al virus, sovente inconsapevoli, è tramite la pratica dei tamponi nasofaringei. Più se ne fanno, più contagiati si possono trovare. Dunque, la comunicazione del numero dei tamponi che giornalmente vengono praticati nel Sannio dà una precisa indicazione di come ci si stia opponendo all’estensione del contagio. Ecco perché tale numero viene ogni giorno fornito in Italia e nella Regione Campania dall’Unità di crisi anti-Covid.

In provincia di Benevento, ogni giorno, per ciò di sua competenza, tale comunicazione viene data dall’Ospedale del capoluogo, il “San Pio”. Ma è un’informazione evidentemente limitata al suo ristretto numero e ambito (che peraltro riguarda anche pazienti di fuori provincia).

Chi deve dare all’opinione pubblica questa decisiva informazione sui tamponi è l’ASL di Benevento che, purtroppo per noi cittadini sanniti, non lo fa.

La comunicazione approfondita dello stato dell’azione di contrasto al contagio, a una popolazione colpita duramente da questo virus, tra marzo e maggio, si mostra come un compito molto secondario per il management di Via Oderisio. Ci si sta limitando alla pubblicazione sul proprio sito istituzionale e all’invio alle redazioni dei giornali – senza alcuna nota di commento o spiegazione – di una scarna tabella, da cui, chi legge, deve evincere: il numero dei nuovi contagiati, dove questi sono in cura o in quarantena e il numero dei guariti e dei deceduti.

Tabelle che, talvolta, si mostrano contraddittorie o lacunose e che nemmeno vengono corrette se il “refuso”, a chi le compila, viene fatto notare. I lettori di questo giornale questo stato di cose lo verificano ogni giorno.

Ora queste scarne cifre qualcosa fanno pure intendere: riportiamo quotidianamente della crescita dei contagi, con un totale ormai prossimo a quello precedente il cosiddetto “Covid-free”, ma pareggio quasi ottenuto nella metà dei giorni, per fortuna con molti meno decessi.

Ma se la cifra dei nuovi contagi giornalieri non è – contemporaneamente – messa in relazione, nel report dell’ASL di Benevento, a quella dei tamponi fatti effettuare, si tace moltissimo.

Lo comprende anche un bambino: ad esempio, una cosa è la cifra di 10 nuovi contagiati su 200 tamponi fatti processare, altra cosa è la stessa cifra su 50 o 500 tamponi. Si passa, a seconda dei casi, da una cifra preoccupantissima a un’altra tutto sommato accettabile.

Da qui anche il possibile conseguente comportamento della popolazione, puntualmente informata: se, eventualmente, potrà sapere che il contagio è alto potrà ragionevolmente essere anche altamente prudente.
E, come ognuno sa, finché non saranno trovati un vaccino o una sicura cura farmacologica contro il contagio da SARS-CoV-2, la migliore risorsa a nostra disposizione è proprio il comportamento dei cittadini: mascherine, igiene delle mani, distanziamento.

Abbiamo chiesto ogni giorno all’ASL di Benevento di colmare questa incomprensibile e grave lacuna.

Le altre ASL campane comunicano decisamente meglio di quella di Benevento: cliccare qui per vedere uno dei report di quella di Caserta e cliccare qui per quanto ad esempio scrive quella di Salerno.
Per la scarna tabella dell’ASL di Benevento che non comunica nemmeno i tamponi cliccare qui.

Giorni fa abbiamo anche portato un altro esempio, quello dell’ASL di Verona, ma la cosa non ha minimamente
sfiorato il management di quella beneventana.

Ora, senza voler chiedere di raggiungere questi evidentemente molto più elevati standard di comunicazione, delle sorelle ASL citate (che pure sarebbe un nostro sacrosanto diritto, perché non siamo noi sanniti figli di un dio minore), “stiamo gridando” ogni giorno che almeno ci facciano sapere il solo numero dei tamponi processati giornalmente.

E’ fondamentale per farci un’idea minima ma concreta di come stiano andando le cose.
Continuando la pervicace negazione di tale informazione, a questo punto, dopo tanta attesa, non si può non cominciare a domandarsene il perché.

Tale cifra a noi nascosta è invece nota all’ASL di Benevento, perché è il frutto di una mera somma dei tamponi fatti effettuare, addizione che, non abbiamo dubbi, tutti in quella azienda sanitaria sappiano fare.

E dunque se l’ASL questa cifra giornalmente la possiede, perché non la vuole rendere nota? Può non farla sapere?

Dopo le nostra insistenza, quotidiana e petulante, l’ASL di Benevento, una tantum, il 16 settembre ha fornito un solo dato sui tamponi fatti processare, dal 1° agosto al giorno prima (15 settembre).

In 46 giorni i tamponi fatti fare sono stati 2.790. Lanciata lì quella sola cifra, senza alcuna spiegazione, autorizza alla mera divisione: 2.790 tamponi divisi per 46 giorni. Ne viene fuori che sono stati fatti, in media, 60 al giorno.

Se così fosse, sarebbe molto preoccupante. Soprattutto in queste ultime settimane, perché in esse i nuovi positivi sono stati una decina giornalmente, finanche 13 in un caso.

Saremmo quasi al 25% di positività nel Sannio, sugli ipotizzati 60 tamponi (la media italiana ora è al 2%, quella campana, tra le più alte, è al 5%). E’ mai possibile?
Non lo vogliamo credere, perché se lo fosse staremmo messi malissimo e sarebbe stato e sarebbe gravissimo che non ce lo abbiano neanche fatto sapere.

Fa specie l’assoluta solitudine nella quale ‘Il Vaglio’ da settimane sta facendo questa denuncia. Non per la cosa in sé: faccio questo mestiere da decenni, in questa terra, e non è la prima volta che ciò accade.
Fa specie perché stavolta la questione denunciata riguarda una pandemia potenzialmente mortale sulla quale le risposte del potere di turno – stavolta sanitario – non possono proprio mancare e le omissioni debbono essere colmate, ne va della salute pubblica. E devono provvedere a rimediare il prima possibile. Il contagio infatti non fa sconti e continua incessante, i contagiati aumentano. E i tamponi? Chi sa scriva e pubblichi!