Il Benevento di fronte alla forte Inter ci mette tanto di suo per perdere: 2-5. Urge un centravanti che sappia segnare

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Gianluca Caprari
Gianluca Caprari

Che contro l’Inter si potesse perdere e anche largamente era pronosticabile, data la differente caratura di una squadra neopromossa che spera di salvarsi da una parte e un’altra che addirittura parte favorita per la vittoria del torneo. Che ciò fosse irrimediabilmente sancito già al 29° del primo tempo per tre notevoli cappellate della difesa giallorossa anche no.

E’ finita 2-5 per i lombardi, Benevento-Inter, che hanno preso anche due legni e fallito molti gol e, in questo sciupare, in parte imitati dal Benevento che pure un palo ha colpito e fallito clamorose occasioni per ridurre le distanze.

La sconfitta come detto era già scritta, ma il suo attuarsi pone l’obbligo di preliminari, rapide valutazioni, prima del racconto delle marcature.
1. Mancano solo 5 giorni alla fine del calciomercato, ma il Benevento ha vitale bisogno di un centravanti che sappia segnare, non potendo bastare per tale compito un giovane, di belle speranze e tanta buona volontà, come Moncini, o il noto e non eccelso Lapadula con un futuro alle spalle.
2. Inzaghi, troppo tardi, ha tentato di porre rimedio all’errore iniziale di aver escluso dalla formazione titolare Letizia e Foulhon, per Maggio e Barba entrambi chiaramente non nelle migliori condizioni.
3. Montipò non sta attraversando il suo momento migliore, ma va incoraggiato perché ha dimostrato di avere la stoffa.
4. Si sono salvati dalla insufficiente prestazione i giocatori di categoria: Caprari, in testa, Glik, Dabò, Schiattarella, oltre al solito Caldirola e a Letizia (a parte l’erroraccio dell’1-4. Sotto tono invece Ionita.
5. Appena si potrà disporre di Iago Falque sicuramente la qualità non potrà che migliorare.
6. Non è chiaro il perché del mancato impego di Sau. Non è da escludere che dovendosi giocare di nuovo domenica (i sanniti aspettano il Bologna) Inzaghi abbia optato di schierare per quella gara la formazione migliore.
7. La grinta non è mancata anche oggi e qualche decente verticalizzazione pure è stata mostrata. Si può e si deve ripartire con fiducia.
Le marcature
Padani in rete dopo 28 secondi; Kolarov dalla sua area taglia l’intero campo con un lancio e serve sulla corsia opposta Hakimi (di gran lunga il migliore degli ospiti) che (mentre Barba ancora pensava che la gara dovesse ancora iniziare, prima scambia con Sanchez e poi serve Lukaku che calcia in rete: 0-1.
Al 27° ancora Hakimi serve dall’altra parte del campo, nei pressi dell’area dei sanniti, Young che passa a Gagliardini. Il mediano calcia in porta, con tiro resistibile ma che finisce nel sacco perché Montipò parte in ritardo.

Portiere ancora più colpevole per la terza marcatura al 29° interista. Più o meno ripete la topica di domenica a Genova e serve con i piedi Gaglierdini che entra in area e serve un pallone che Lukaku può solo spingere in rete.
A cortesia, l’Inter respinge con cortesia. E’ infatti Handanovic, pressato dagli attaccanti di casa, a regalare il pallone a Caprari che con un fendente l’ha infilato, nell’angolo: 1-3
Nella sagra degli errori entra anche Letizia al 42° che in piena area di rigore anziché spazzare un cross basso prova goffamente a stopparlo senza riuscirci. Hakimi come un falco piomba sulla sfera e la scaraventa in rete per l’1-4 con cui si conclude la prima frazione di gioco e con essa virtualmente la gara.

Nella ripresa gli altri due gol: prima di Martinez al 71° per i nerazzurri e poi di Caprari al 76° per i giallorossi.
Da segnalare le palle gol clamorosamente fallite, due incredibili da Lapadula e una dal lombardo Perisic, ancora più facile. Nonché i pali colpiti da Gagliardini ed Eriksen, per gli ospiti, e da Moncini per il Benevento (la punta nell’occasione anziché tirare da posizione defilata doveva servire Dabò, solissimo davanti al portiere lombardo).