La sconfitta a Benevento patita e che proprio non è stata digerita a Bologna

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Filippo Inzaghi
Filippo Inzaghi

Guai a far indispettire i calciofili, e quindi – guardando al versante bolognese – l'imparziale disamina della gara di domenica al 'Vigorito' offre il destro a più d'un rimpianto. “Era una partita da vincere, ché anche solo un pari sarebbe stato stretto”, s'è letto: gli atleti di Mihajlovic sono stati superiori nel gioco, nelle statistiche, nel possesso palla, nei tiri, nelle occasioni da rete. Hanno fatto tutto meglio, insomma, mostrato maggiore qualità. “Dominando, giocando, creando molte più occasioni di una squadra inferiore”.

Magari è anche vero. Guai a contraddire, appunto.

Ma con ogni probabilità al di là dell'analisi sui limiti della squadra felsinea, c'è qualcosa che va oltre le valutazioni relative ai novanta minuti: lo si comprende sempre dal rammarico (messo per iscritto) dei tre punti lasciati nelle mani di Pippo Inzaghi, per la sua “indiscutibile rivincita” che evidentemente sognava “dal giorno in cui ne venne esonerato”. Dunque, ha vinto la squadra “del peggior allenatore visto qui (a Bologna, Ndr) negli ultimi 10-15 anni”.

Ora: non è dato sapere se il mister giallorosso pensasse davvero quel che ha riferito nella conferenza stampa pre-partita, e cioè il suo non essere affatto motivato da una voglia di rivalsa sulla società che appunto lo esonerò in favore di Mihajlovic, un paio d'anni fa. E' dato sapere, però, e lo abbiamo visto (anzi, letto), che è questo l'aspetto più 'piccante' della partita a Santa Colomba emerso dalle cronache bolognesi. Talvolta è difficile dimenticare non solo per chi viene lasciato, ma anche per chi lascia...