Aperto l’Anno Pastorale nella Diocesi di Cerreto Sannita, Telese, Sant’Agata dei Goti

- Cultura Spettacolo IlVaglio.it
Il vescovo Domenico Battaglia
Il vescovo Domenico Battaglia

Scrive l’Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali di Cerreto Sannita, Telese, Sant’Agata dei Goti: “Abbiamo vissuto la riapertura delle nostre chiese ma sapevamo che la ripresa del cammino non sarebbe stata automatica né tantomeno facile. Abbiamo ritrovato la gioia di incontrarci, di guardarci negli occhi, ma sentiamo tutta la difficoltà per ciò che non ci viene spontaneo, per la condizione che spesso diventa limite, impedimento, per la paura che spesso ci immobilizza. Continuano le norme per il distanziamento, continua la prudenza, la responsabilità chiesta a ciascuno per la cura della vita dell’altro, soprattutto per quella dei più fragili, delle persone già segnate dalla malattia, per le persone anziane. Viviamo un momento delicato in cui non è scontato pensare il futuro come ricostruzione, rinnovamento, in cui non è scontato rendersi conto che non sarà semplicemente un riprendere a fare le cose di prima. Sappiamo che le nostre comunità sono segnate dal disagio lavorativo, economico, sociale. È una sfida grande per la Chiesa, un tempo in cui fare esperienza nuova dell’amore di Dio che non viene meno e a cui rispondere concretamente oggi, con il nostro sì”.

Inizia così la relazione del vescovo Mimmo, intitolata “Non possiamo vivere senza il Signore, non possiamo vivere senza i fratelli!”, alla doppia Assemblea diocesana per l’apertura del nuovo anno pastorale 2020/2021, che s’è svolta nella chiesa Cattedrale di Cerreto Sannita (per le Foranie di Cerreto e Telese) e nella Concattedrale di Sant’Agata de’ Goti (per le Foranie di Sant’Agata de’ Goti e Airola).

Nel ribadire con forza che questo sarà un tempo favorevole per la cura delle relazioni e per una fraternità necessaria perché arricchente, come dono di riscoprirci tutti fratelli, mons. Battaglia ha posto l’attenzione su come proporre un nuovo incontro con il Vangelo e su come aiutare a superare le rassegnazioni, a riconoscere i passi possibili insieme, a rinnovare il tessuto comunitario delle parrocchie, tornando a prendere in mano la Parola di Dio e a vivere la bellezza dell’Eucaristia. “I fedeli vanno cercati uno per uno, con la discrezione necessaria, ma anche con la cordialità e l’interessamento sincero. Abbiamo bisogno di riscoprire la bellezza delle relazioni all’interno delle nostre comunità, tra coloro che frequentano, che collaborano… Abbiamo bisogno di creare in parrocchia un luogo dove sia bello trovarsi. E che ciò traspaia all’esterno, a quelli che compaiono qualche volta per far celebrare i sacramenti.

A voi, miei cari sacerdoti, voglio dire che, soprattutto in questo tempo, è emersa una forte domanda di ascolto che va recepita. Vi prego, accoglietela. Chiediamo allo Spirito di farci tornare in comunità, non per riprendere il ritmo forsennato delle tante attività ma per curare meglio la qualità delle relazioni. Le nostre comunità sono in grado di pregare con la Parola? Le abbiamo educate alla riflessione sulla Parola di Dio?”. Questi i punti di domanda chiave del vescovo diocesano ai sacerdoti, ai direttori degli Uffici, ai coordinatori dei Tavoli della Condivisione e agli operatori pastorali delle parrocchie presenti.

“È il tempo della pazienza – chiarisce il vescovo Mimmo – il tempo di prendersi del tempo per pensare insieme, rendersi conto di che cosa resta, che cosa immaginiamo per il futuro, cosa temiamo”. La lettera pastorale “Coraggio! Alzati, ti chiama!” ha posto le basi per entrare nella logica della sinodalità, della condivisione dei passi. “Questo tempo inedito sottolinea proprio gli aspetti che più ci stavano a cuore. Abbiamo bisogno dunque di fermarci e di chiederci quali vie si apriranno. È il tempo di una nuova possibilità. Possibilità di riscoprire il senso della nostra umanità, di un’umanità che ha bisogno di umanità. Anche in questo tempo vi è un significato da svelare, un senso da annunciare, una verità utile ad orientare, ritrovando nell’oggi nuove rotte per il domani!”.

Per questa ragione, per quest’anno pastorale, i 3 Tavoli della Condivisione (Tavolo Orante, Tavolo in Piedi e Tavolo in Cammino) si prenderanno del tempo per riflettere su contenuti, modalità, criteri, urgenze, bisogni del territorio diocesano. Il vescovo incontrerà personalmente ogni Ufficio componente dei Tavoli per un momento di incontro e di ascolto sui passi fatti e su quelli da percorrere per questo tempo delicato. “Il cammino che dovrebbe rinascere nei Tavoli – conclude il vescovo Mimmo – ha due punti imprescindibili: la lettura delle nostre comunità, del nostro territorio, e la proposta di passi che corrispondano a tale lettura e che siano profetici. Questo è il senso dei tavoli. È necessario che cresciamo in questa consapevolezza. Per questo scegliamo di fermarci. Perché non contano le tante iniziative che siamo anche bravi a fare, ma conta cogliere insieme il segno e condividere i passi insieme”. Soprattutto nelle crisi e nei tempi di prova, come questo che stiamo vivendo, il punto da cui ripartire sempre è il ricordarci che nasciamo e rinasciamo da una chiamata gratuita d’amore. “Amare come Cristo. Nessuno mai amerà quanto Lui. Ma come Lui è possibile! Con quel sapore, con quello stile, con quel suo amore creativo e appassionato che apre strade, indica passi… almeno un passo in avanti, in qualsiasi situazione”.