La maggioranza mastelliana al Comune di Benevento: un caos organizzato

- Opinioni IlVaglio.it
Clemente Mastella
Clemente Mastella

La politica beneventana vive ormai i suoi intrecci come un fumettone ottocentesco di cappa e spada, in verità molto più appassionante. Oggi, per esempio, tocca ai Moderati sfidare a duello il sindaco Mastella: il tutto, naturalmente, sulle teste degli ignari cittadini. L’onta, ma non si sa bene quale, sarebbe quella subita dell’ex assessore di riferimento, Oberdan Picucci, che ha mosso all’irredentismo il gruppo consiliare, che ha deciso (leggi sul Vaglio) di dismettere deleghe assegnate ai consiglieri ed incarichi istituzionali come le presidenze delle Commissioni: di mera rappresentanza le prime, di non terrificante impatto le seconde, dal momento che più d’una commissione è rimasta acefala, o addirittura non si è riunita, per lunghi periodi senza che ciò facesse anche solo inarcare il sopracciglio dell’attività politico/amministrativa.

La mossa dei Moderati, come le altre che si sono susseguite negli ultimi tempi, svela nell’immediato un arcano non più tale da parecchi capitoli: la crisi della maggioranza mastelliana così come venuta fuori dalle urne della primavera 2016. Rinfocola, dunque, il dato della navigazione a vista e mette ancor più alla prova le capacità del timoniere ceppalonese (che ha replicato, puntuto - leggi sul Vaglio) di non andare ad infrangersi su tali scogli, come peraltro – e va riconosciuto - finora non è accaduto. Un secondo aspetto viene comunque tirato in ballo, e riguarda la geografia di palazzo Mosti, che oggi appare ancora più frastagliata. Fra abbandoni, dimissioni, rimozioni, separazioni, composizioni e scomposizioni guardare alla platea dei consiglieri e delle loro appartenenze, oggi, equivale a sfogliare un atlante dell’Europa di 40 anni fa. Ovvero, vivere uno spaesamento. E pretendere quasi che sia l’opinione pubblica a trovare una rotta in questo caos organizzato è l’ennesimo atto di presunzione e debolezza di una trama politica dal valore letterario ben poco accattivante.