Il Diario dell'Argonauta. 3 Considerazioni semiserie sulla pandemia e l'Armata negazionista

- Ambiente Sanità di Anteo Di Napoli

Il Diario dell'Argonauta. 3 Considerazioni semiserie sulla pandemia e l'Armata negazionista
Da qualche giorno, ho ingaggiato una fantozziana battaglia per parcheggiare (ore 7.30) sul Lungotevere, retrocedendo da ponte Garibaldi, tra via Arenula e viale Trastevere, a ponte Mazzini, di fronte al carcere di Regina Coeli… L’arretramento della “linea del fronte” è la conseguenza dell’innalzamento della curva dei contagi da Covid-19, che nel centrosud (e in Liguria), ha ormai assunto un andamento esponenziale. I romani, per ridurre le occasioni di contagio, evitano il più possibile di utilizzare i mezzi pubblici, dove è molto difficile garantire il distanziamento.

Senza distanza (e mascherina) la diffusione del virus non può arrestarsi, con buona pace di chi strepita da un punto di osservazione molto piatto o ci ammaestra dall’empireo.

Sembra ieri che giganti del pensiero, maestri del diritto ed epidemiologi da bagnasciuga blateravano addirittura di “class-action” contro il governo per il lockdown nazionale, perché al centrosud il virus non ha circolato e quindi è stato inutile…

Una distorsione della lettura degli eventi derivante dall’interpretazione di un fenomeno fatta attraverso uno scatto singolo e non una sequenza di fotografie, che può portare a scambiare la causa per l’effetto, distorsione che gli epidemiologi definiscono “reverse causation bias”. È un rischio che corre soprattutto chi guarda dal suolo o da una posizione troppo elevata...

Il negazionismo ha continuamente aggiornato il proprio armamentario: dal complottismo, alla banalizzazione, dall’equazione asintomatico uguale sano, al virus clinicamente morto… Il tutto alimentato dal rogo delle mascherine, nuova frontiera dei martiri per la Libertà.

Domani a Roma è annunciata una manifestazione che raccoglie il fior fiore del negazionismo, dalla quale Monicelli avrebbe certamente tratto ispirazione per un sequel dei Mostri o dell’Armata Brancaleone. Scena madre? L’attraversamento di “uno cavalcone” sul Tevere. A chi il ruolo “dello monaco Zenone”? C’è l’imbarazzo della scelta. “Longo è lo cammino, ma grande è la meta”…