Contagio in Campania: ieri è stata la buona sorte, oggi vanno verificati i punti di forza o di debolezza del nostro sistema sanitario

- Opinioni di Luigi De Nigris

Quann' 'o mare è calmo, ogni strunz è marenaro”, recita un vecchio proverbio napoletano. Ora che la tempesta Covid 19 è arrivata anche in Campania con una forza maggiore della precedente, occorre attrezzarsi per fronteggiarla con abilità diverse rispetto alle precedenti. Non sarà più sufficiente puntare il dito contro gli irresponsabili che non osservano le norme anti-contagio; contro organi dello Stato che non destinano sufficienti dispositivi di sicurezza e attrezzature mediche, oppure accusare le regioni del Nord di succhiare miliardi per la sanità.

Il menar vanto di aver fermato il contagio grazie alla straordinarietà degli interventi, alla fermezza amministrativa o capacità decisionale, dovrà ora lasciare spazio alla specifica organizzazione sanitaria. Le condizioni in Campania sono infatti molto differenti rispetto a quando si immaginava bastasse una stravagante verbosità per esorcizzare o sconfiggere l’invisibile nemico. Quando si utilizzavano parole di scherno o di sarcasmo nei confronti delle altre regioni e dei loro amministratori. Oggi abbiamo la certezza che la prima (devastante) ondata che ha interessato il nord non l’abbiamo evitata chissà per quale abilità o pugno di ferro, sceriffate o utilizzo di eccellenze sanitarie, ma solo per la buona sorte che ci è toccata e per il diligente impegno dei cittadini che hanno rispettato le regole nazionali. La botta di culo che ci ha accompagnato in primavera oggi ha però esaurito i suoi effetti e sta trasformando la nostra regione in uno dei punti di maggiore criticità nazionale.

In questi mesi, forse anche a causa dell’incombenza elettorale, si è spesso preferito parlare di situazione “sotto controllo”, piuttosto che verificare i punti di forza o di debolezza del nostro sistema sanitario in caso di massiccio ricorso alle strutture ospedaliere ed ai reparti di rianimazione. Non è comunque questo il momento adatto per le critiche, per i contrasti o per le rivendicazioni. La situazione è diventata molto delicata e va da tutti gestita con abilità e condivisione. Da una parte i cittadini, che devono rispettare le disposizioni anche se talvolta appaiono (molto) discutibili; dall’altra le istituzioni, che devono abbandonare quella fastidiosa spavalderia e trovare, soprattutto tra i diversi livelli locali e nazionali, la necessaria collaborazione per esercitare con efficacia il proprio ruolo.