Del caso Juventus-Napoli: una recensione sulla performance degli orchestrali del Titanic durante il naufragio

- Opinioni di Anteo Di Napoli

Avrei voluto ripercorrere analiticamente la vicenda relativa alla non giocata Juventus-Napoli, culminata nell’assegnazione ai bianconeri del 3-0 a tavolino e nella penalizzazione di 1 punto degli azzurri. Avrei voluto parlare del protocollo anti-Covid sottoscritto dalle squadre, che il Napoli avrebbe violato non andando a Torino, sia pure per esplicito divieto della ASL. Avrei voluto parlare di gerarchia delle fonti giuridiche, citando l’articolo 650 Codice Penale che il Napoli invece avrebbe violato se si fosse recato a Torino, nonostante il divieto dell’autorità sanitaria: “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 206”.

Avrei voluto far notare come il protocollo sia ormai del tutto inadeguato a gestire l’attuale scenario epidemiologico, drammaticamente mutato rispetto a quando era stato elaborato e sottoscritto. Avrei voluto rispondere all’accusa di violazione della cosiddetta “bolla” (modello NBA a mio parere inapplicabile al campionato di calcio) da parte del Napoli, tanto da meritare un’ispezione, chiedendo a mia volta perché l’indagine non sia stata estesa ad altre squadre con contagi moltiplicati, a partire dal Genoa con l’intera squadra positiva al Covid.

Avrei voluto far notare come proprio la partita col Genoa giustificasse la richiesta del Napoli di rinviare la partita, esposizione non confrontabile con quella di altre squadre che avevano giocato pur avendo casi di positività. Avrei voluto rispondere a chi vedeva nell’annullamento del volo per Torino, programmato per il sabato, la prova di una volontà di non giocare, come anche il Genoa avesse posticipato alla domenica la partenza per Napoli, per valutare l’evoluzione clinica dei propri giocatori (precauzione rivelatasi del tutto insufficiente); del resto, se non fosse intervenuto il divieto della ASL di Napoli, sarebbe stato possibile riprogrammare il volo per Torino nella giornata di domenica.

Avrei voluto stigmatizzare il comportamento della Lega calcio che pone al primo posto dei suoi interessi il prosieguo del campionato a ogni costo e non la salute di calciatori, staff e loro congiunti. Avrei voluto fare una tirata di orecchie al presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, perché nel proporre ad Andrea Agnelli di posticipare la partita (cosa che avrebbe tutelato principalmente la Juventus) non ha considerato come l’interlocutore fosse il presidente di una squadra il cui motto, stampato sul colletto della maglia, è: “Vincere è l’unica cosa che conta”. Avrei voluto raccontare il misto di sdegno e pena che ho provato nel vedere la Juventus fare ingresso allo stadio in pompa magna per mettere le mani su una vittoria senza avversari.

Avrei voluto sorridere per l’intervista nel “dopo partita” dello stesso Agnelli che ha sottolineato come la Juventus, a differenza del Napoli, rispetti i regolamenti. Senza tema di ridicolo: presidente di una squadra alla quale sono stati revocati due scudetti che però continua a esibire nel proprio stadio nel silenzio delle autorità sportive; retrocessa per illecito, coinvolta in vicende di doping e di bagarinaggio, protagonista di quasi tutti i più scandalosi casi arbitrali degli ultimi quarant’anni (mi limito alla mia memoria diretta); una squadra che nel 2018 ha sottratto uno scudetto al Napoli, salvata dall’accumulare un distacco abissale da una clamorosa sequenza di arbitraggi favorevoli (Cagliari, Fiorentina, Chievo, Torino, Benevento, Lazio, cito a memoria), culminati nei tristemente famosi episodi della partita contro l’Inter.

Novello Marco Antonio, avrei voluto dissertare di tutto questo. Poi ho acceso la televisione, ho visto i dati sull’epidemia e mi sono detto che sarebbe stato come scrivere una recensione sulla performance degli orchestrali del Titanic durante il naufragio. È questo che i vertici del calcio fingono di non vedere.