Puntuale nei momenti più preoccupanti di questa pandemia arriva l’inutile telefonata del sindaco di Benevento

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“Eccomi qua”, esordisce in cornetta il sindaco di Benevento Mastella. Il clima s'arroventa (quello epidemiologico, ovviamente), squilla il telefono istituzionale per ricordare che non è il tempo dei “correttivi blandi per scansare l'iceberg che ci sta piombando addosso”. Dopo la “spensieratezza vissuta dall'estate in poi”, ecco la minaccia (pare)bellica con tanto di citazione cinematografica: “Il nemico è alle porte”, non di Stalingrado come nel film di Annaud, ma di Benevento.

Eccolo, quindi, penetrato “nella nostra fortezza”. Il passaggio successivo è leninismo (im)puro: “Che fare?”.
Queste le armi per contrastarlo: “Tre 'emme': mascherine, correttamente indossate; metro, inteso come distanza minima; mani, da lavare spesso” (se ne potrebbero aggiungere un paio? Mamma mia...).

Non manca la politica e, in fondo, la severa critica alle gestione post-emergenziale a suon di bonus: “Avremmo dovuto fare qualcosa di diverso in favore della sanità piuttosto che praticare gli sconti sui monopattini” - ma è sempre il medesimo sindaco che riteneva occorressero “forme di ristoro economico, da parte del Governo, per quelle attività economiche (penso ai ristoratori, ai proprietari di impianti sportivi ed a tutti gli altri) – e i produttori di monopattini?, Ndr- che avranno cadute finanziarie notevoli”.

Un pensiero come sempre agli anziani, perché stiano “attenti” e se possibile “facciano il tampone” - ma magari il costo, privato, di un tampone erode significativamente una pensione minima...

“Cosa voglio dire alla fine?”, si domanda, retorico, Mastella, e invero, stupito, l'ascoltatore: “Siete stati (voi cittadini, sottinteso – Ndr) splendidi nel periodo peggiore, ci siamo saldati in solidarietà, poi ci siamo dati alla spensieratezza: ora dobbiamo comportarci come allora”.

Non sarà una telefonata ad allungarci la vita solo perché ripete ciò che tutti ripetono nelle istituzioni e su tutti i media, e che tutti si ripetono, seguendo le regole o strafottendosene. Dunque, fatta la tara delle ovvietà, in essa va almeno colta una vera preoccupazione di cui Mastella si farà portatore con i direttori degli ospedali cittadini, “convocati per lunedì 19 ottobre” perché, pur nell'emergenza Covid, non lascino indietro gli 'altri', quelli ancor più fragili quelli che soffrono di patologie comunque importanti e vantano lo stesso diritto (costituzionale) alle cure, con tutte le precauzioni del caso.