Da una 'paziente non invisibile': Non chiuda il day hospital del S. Pio

- Ambiente Sanità di Maria Rosaria De Luca

Riceviamo e pubblichiamo - Mi chiamo Maria Rosaria De Luca e sono una paziente cosiddetta indifferibile del reparto day hospital dell’ospedale San Pio di Benevento. Oggi la situazione rischia di portare alla chiusura del reparto, di conseguenza non ci saranno più somministrate cure salva vita. Ho scritto alla direzione sanitaria (di seguito il testo della lettera) e spero che con il vostro giornale possiate dare voce al nostro diritto alla salute.
Nel reparto di day hospital convergono pazienti di tutti i tutti i reparti, come reumatologia, neurologia, dermatologia".

Alla cortese attenzione della DIREZIONE MEDICA dell’Azienda Ospedaliera “San Pio" di Benevento:
Direttore Generale Dr. Mario Nicola Vittorio Ferrante;
Direttore Sanitario Dott. Giovanni Di Santo;
Direttore Amministrativo Dott.ssa Roberta Volpini.

Egr Direttore Generale Dr. Ferrante,
Sono una paziente del suo presidio ospedaliero, De Luca Maria Rosaria, seguita nel reparto del day-hospital dal dott. Giuseppe De Vita. Ho varcato la soglia dell’ospedale, quando ancora si chiamava “Ospedale Civile Rummo”, quasi cinque anni fa, ventiseienne, e da quel momento mi è stata concessa una “seconda opportunità”: affetta da una malattia subdola ed invisibile, la Miastenia gravis, costretta alla sedia a rotelle e con la vita appesa ad un filo, sono stata accolta e curata, come ogni “malato” meriterebbe.

Sono stata rimessa letteralmente in piedi, sono riuscita, nonostante i problemi respiratori che mi costringono all’uso di un concentratore d’ossigeno, a riprendere le redini in mano della mia vita, a poter interagire col mondo, reinventarmi e trovare un lavoro e spazio nel web grazie ai miei titoli di studio e quelli successivamente conseguiti. Tutto questo grazie al suo merito ed a quello del dottore De Vita, che mi ha accolto nel day hospital e che ad oggi è l’unico che conosce perfettamente il mio status quo.

Mi avete sempre garantito: ⁃ terapia infusionale di immuglobuline; ⁃ Ciclicità delle terapia, fondamentale per la costanza del risultato; ⁃ Costanza anche nel periodo covid.

Questa terapia per me è salvavita, senza tornerei nello stato vegetativo nel quale versavo cinque anni fa. Tecnicamente la mia è una terapia indifferibile, come ormai sento da giorni in televisione. Covid o no, la mia vita sarebbe compromessa. Il suo presidio è un’eccellenza sul territorio, su cui pazienti come me fanno riferimento.

Per questo le chiedo di non chiudere il reparto di day hospital e di poter garantire il diritto alla salute...
Affido la mia vita nelle sue mani.
La prego, non sono invisibile, la mia vita ha lo stesso valore di quella di un paziente covid.
Cordiali saluti,
la sua paziente, De Luca Maria Rosaria.