Il Diario dell'Argonauta. 4 Vite ordinarie e vite inimitabili in tempi di pandemia

- Cultura Spettacolo di Anteo Di Napoli
Oscar Wilde
Oscar Wilde

“La fedeltà è per la vita sentimentale ciò che la coerenza è per la vita intellettuale: semplicemente un’ammissione di fallimento”, recita un celebre aforisma di Oscar Wilde. Lo interpreto così: se il rifiuto dell’infedeltà è il solo fondamento di un amore, vuol dire che è già finito; analogamente, la coerenza fine a se stessa può restare l’ultima ridotta di chi si ostini a propugnare una teoria, rivelatasi errata, se non dannosa.

La coerenza può non essere una virtù, direi parafrasando Don Lorenzo Milani. In tempi di pandemia, molte responsabilità hanno avuto quegli intellettuali che hanno contribuito alla ripresa estiva dei contagi con messaggi da “Tutti a casa” e adesso continuano a leggere la realtà in maniera del tutto distorta.

Mi ricordano appunto il sottotenente Innocenzi, interpretato da Alberto Sordi, che l’8 settembre, ignaro dell’armistizio, così comunicava gli spari della Wehrmacht contro i suoi soldati: “Signor Colonnello, i tedeschi si sono alleati con gli Americani!”.

Ho superato i cinquanta, età in cui fedeltà e coerenza si dice siano un po’ a rischio, come forma di reazione all’ineluttabile declino fisico e intellettivo. Per la fedeltà in amore, cito spesso la risposta, in verità un po’ rude, di Paul Newman a chi gli chiedeva il segreto dell’inossidabile matrimonio con Joanne Woodward: “Perché uscire a cercare un hamburger, quando in casa hai una bistecca?”.

Quanto alla coerenza, tante “esperienze di campo” hanno cambiato non poche delle mie opinioni, lasciando però fissa la stella polare del rispetto della vita e della dignità del prossimo.

Forse è grazie a questo se riesco ad accettare, più serenamente di altri, una contingenza che comporta rinunce e assunzione di responsabilità, soprattutto individuali. Intorno a me, troppi Guido Keller levano alto il grido per la libertà conculcata e per le limitazioni alle loro vite inimitabili. In marcia verso Fiume, facciano però attenzione a non ritrovarsi a Cologno Monzese, con un Mario Giordano come “Comandante”…