Con il Governo Conte e con chi lo contesta: il Maglione double face che ricorda tanto l'Uomo Qualunque

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Guai a criticare il Governo Conte, guai a mettersi contro le categorie che si ritengono penalizzate dal nuovo Dpcm a firma del premier Conte che introduce limitazioni nel tentativo di contenere i numeri del contagio da Covid 19: questa classica posizione di lotta e di governo la esprime plasticamente un intervento 'social' del deputato caudino del M5S Pasquale Maglione. Che evoca “gli sciacalli” (li chiama lui così, politcamente parlando evidentemene) per nome e cognome (“...sono quelli, come il Sindaco Mastella, che in un momento di crisi pandemica mondiale strumentalizzano le misure volte a salvaguardare la salute degli Italiani dall’alto della loro insipienza amministrativa ...”) e naturalmente si dice “solidale con tutte le categorie interessate dalle nuove restrizioni e sono fermamente convinto che il Governo debba sostenerle”.

Dunque, il destino del Paese passa psicanaliticamente per il 'pensiero unico', quando si tratta di fronteggiare i marosi epidemici, e la complicità paternalistica, quando si tratta di fronteggiare la piazza. Non si può non essere grati agli interventi di Maglione, per essi intendendo la parte per il tutto pentastellato. Mancando una serena presa d'autocoscienza sul destino di un Paese condotto alla rovina dal grande inganno della novità dell'uno vale uno, della a-specificità quanto a competenze, del malpancismo populista elevato a programma politico, s'avverte ogni tanto almeno la necessità – e il piacere di riflesso – di eccellenti cadute di stile e aridità di pensiero quali oggettivi contributi alla volontà che, per fortuna, sta manifestandosi attraverso le ultime prove elettorali, di ridimensionare l'ennesimo errore nazionale sull'Uomo Qualunque.