Terza sconfitta in fila per il Benevento. Si dirà certo dell'arbitro, ma prima ci sono le leggerezze difensive...

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Non basta il gol di Lapadula ai giallorossi
Non basta il gol di Lapadula ai giallorossi

Finisce al 68' la prima di quelle due gare – ritenute abbordabili - cui s'era affidato mister Inzaghi per “fare punti”: più correttamente, nella circostanza, “far fare punti”, quelli raccolti dal Verona fra le mura del Bentegodi in maniera anche troppo larga. Il Benevento incassa la terza sconfitta consecutiva e certo nelle cronache sarà fatta valere la cesura del 70' (di cui si legge in seguito), dimenticando, invece, l'undici-contro-undici precedente: intenso, agonisticamente valido, con i giallorossi non in ambasce... salvo in difesa. In fondo, due errori fatali lo mandano al tappeto in un autodafè non giustificabile. Tutto il resto è venuto poi sul piano inclinato dal nervosismo, dalle (in)decisioni arbitrali, dall'inferiorità divenuta pure numerica.

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Mastica amaro il Benevento nell'imboccare la via dello spogliatoio al termine dei primi 45': tre/quattro limpide occasioni da rete (Insigne, un paio; Caprari, da fuori area; Ionita, di testa) rimaste solo intenzioni non tradotte gli danno un successo parziale ai punti.... nonostante sia sotto nel punteggio. Si, perché ai giallorossi, finalmente più concreti nella metà campo a salire, riesce di fare la partita ed al Verona padrone di casa di fare gol sulla consueta leggerezza difensiva (segna Barak, ma incide la pericolosità di Kalinic vanamente marcato da Caldirola).

Dieci giri di lancetta della ripresa e la medesima superiorità territoriale dei giallorossi confenziona un irriverente (per la difesa scaligera) dialogo fra Caprari e Lapadula, concluso da quest'ultimo con un destro di successo dopo l'imbucata del compagno di reparto. Ci sono come sempre trame già scritte: mentra gestiva ancora una volta la gara, è il sostituto dell'incerto Caldirola, l'incerto Tuia, a favorire una distrazione difensiva che costa carissima (il raddoppio di Barak con un vezzoso tocco esterno di sinistro). C'è da immaginare un pugile che dà il massimo, abbassa un po' le braccia, riceve da non sa dove un colpo che infine lo intontisce. E poi lo fa stramazzare... con la complicità di un terzo che non t'aspetti (quello col fischetto tra le labbra), a 20' dalla fine: dubbio intervento su Caprari in area veronese, arbitro silente, Var assente, Caprari andante (negli spogliatoi, cartellino rosso per proteste).

Gira l'incontro, anche negli adeguamenti tattici: gli spazi si allargano, Verona dispone della difesa sannita ed infila il terzo (Lazovic, indisturbato di testa). Il tempo ha da allora solo il compito di scorrere spargendo sale sulla ferita: che è quella che il Benevento si è inferto dopo aver raggiunto il pareggio, non altro.

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Il tabellino:

Hellas Verona - Benevento 3-1

Hellas Verona: Silvestri; Ceccherini (dal 92' Günter), Lovato (dal 46' st Dawidowicz), Empereur (dal 46' st Magnani); Lazovic, Tameze, Ilic, Dimarco; Baràk (dal 92' Colley), Zaccagni; Kalinic (dall'86' Di Carmine). A disp.: Berardi, Pandur, Salcedo, Udogie, Cetin, Terracciano, Cancellieri. All.: Ivan Jurić

Benevento: Montipò; Letizia, Glik, Caldirola (dal 46' st Tuia), Foulon; Dabo, Schiattarella (dal 75' Tello), Ionita; Insigne (dal 71' Improta); Lapadula (dal 75' Moncini), Caprari. A disp.: Manfredini, Lucatelli, Viola, Maggio, Di Serio, Sau, Hetemaj. All.: Filippo Inzaghi

Arbitro: Juan Luca Sacchi

Le reti: Barak (HV) al 45', Lapadula (B) al 56', Barak (HV) al 63', Lazovic (HV) al 77'

Ammoniti: Caldirola (B), Barak (HV), Schiattarella (B), Lovato (HV), Inzaghi (B), Glik (B), Zaccagni (HV), Ionita (B), Lazovic (HV), Magnani (HV)

Espulso: Caprari (B)