Lo Spezia impartisce una lezione di calcio e umilia un Benevento allo sbando: 0-3

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Oreste Vigorito, presidente del Benevento Calcio
Oreste Vigorito, presidente del Benevento Calcio

Lo Spezia passeggia sul prato del 'Ciro Vigorito' e rifila al Benevento un ineccepibile 0-3 che dovrà molto far riflettere calciatori, allenatore e presidente sanniti sul buco nero in cui i giallorossi sono precipitati, dopo un avvio di campionato che aveva decisamente fatto sperare in qualcosa di meglio. Va invece applaudita la squadra ligure ottiomamente allenata da Italiano, per il bel gioco mostrato, assieme all'organizzazione e al piglio nei tackle e nella riconquista delle seconde palle. Era sulla carta un incontro tra pari e invece non c'è stato mai dubbio su chi l'avrebbe vinta.
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La gara parte con un marchiano errore strategico di Pippo Inzaghi che snatura la sua squadra, mostrando un eccessivo timore reverenziale nei confronti dello Spezia (dello Spezia!) e sperimenta un 4-4-2 per coprirsi meglio. Invece, per mezz’ora, solo a mala pena riesce a contenere la fase offensiva dei liguri. Per di più il nuovo modulo, si rivela assolutamente nullo nella propria fase d’attacco. Lo Spezia, aggressivo e ben messo in campo, ringrazia, sciorina il suo gioco e si rende pericoloso.

Nzola per poco non beffa Montipò in fase di rinvio al 15°, quindi la squadra spezzina ottiene un paio di punizioni pericolose sventate alla meglio dai giallorossi; fino al gol di Pobega che insacca, con la difesa sannita a dormire, impattando col ginocchio un cross fatto da fuori area, dalla parte opposta, da Ferrer: 0-1.

Preso lo schiaffo il Benevento reagisce con rabbia e in due minuti prende prima un palo con Lapadula al 31° e quindi sfiora il pareggio con un bel tiro di Sau cui risponde Provedel, il portiere spezzino, con una bella parata in tuffo.

Inzaghi rimedia all’errore tattico riportando la sua squadra a un 4-3-3 in cui i suoi calciatori paiono almeno sapere cosa fare. C’è così più equilibrio in campo, ma l’azione più pericolosa è, al 36°, ancora dello Spezia, nuovamente con una bella azione corale, sempre sul proprio lato sinistro d’attacco. Viene conclusa dal difensore Bastoni con un tiro che è passato poco lontano dal palo alla destra di Montipò.
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Nella ripresa, solo lo Spezia in campo a dare lezione di calcio, umiliando il Benevento. I sanniti sono salvati al 52° dal legno della porta di Montipò che respinge un bel tiro di Agudelo. Al 65° i liguri raddoppiano con Nzola che libero in area raccoglie un bel cross di Gyadi che bene sie era sbarazzato di Maggio: 0-2.

Al 70° Estevez costringe Mpntipò a respingere in calcio d’angolo, dal corner e siamo al 71°: sulla battuta dalla bandierina, Nzola vola sulle spalle di Schiattarella e insacca il gol dello 0-3 che chiude la gara.
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5 sconfitte di fila, 4 in campionato una in Coppa Italia. Di queste, 3 rimediate sotto una valanga di gol – 10 per l'esattezza – da Empoli, Verona e Spezia.

Si deve aprire una seria riflessione in una compagine che appare – fin da ora, a novembre... – un bel po’ allo sbando.

La rosa dei calciatori è palesemente non all’altezza della categoria. Finora avevano compensato il molto impegno, un po' di fortuna (col Bologna) e molta fiducia in se stessi. Le sconfitte via via l’hanno fatta venire meno; a ciò ci si è aggiunta la fragilità societaria con la squadra prima mandata in ritiro e, dopo un giorno, non più. Quindi il tecnico che – stasera clamorosamente – smentisce se stesso, sul piano tattico per poi tornare precipitosamente e invano sui suoi passi.

La classifica, grazie alle due vittorie di inizio torneo, non è ancora pessima, niente sulla carta è compromesso (aiuta anche l’inizio disastroso di altre squadre che, però, hanno rose che lasciano intravedere margini di miglioramento).

Ma erano queste due ultime perse, contro Verona e Spezia, le gare dove si doveva far punti. Dopo la sosta pe r le nazionali, alla ripresa, ai giallorossi toccheranno nell’ordine: Fiorentina, Juventus, Parma, Sassuolo e Lazio, prima delle due ultime partite prenatalizie, sulla carta più agevoli, contro Genoa e Udinese.

Quindi a gennaio riaprirà il calciomercato, nel quale necessariamente si dovranno riporre le maggiori speranze per provare a strappare la salvezza. Al presidente Vigorito il compito di decidere se con questa rosa - che lui e il suo direttore sportivo hanno messo su – un altro allenatore possa fare di più o se, dato il materiale a disposizione, Inzaghi abbia già ottenuto molto…