L'inchiesta sulla bimba annegata - La lentezza della giustizia a Benevento e il passare dalla prima all'ultima pagina

- Cronaca IlVaglio.it

“Ho ascoltato alcuni appelli in città a fare presto. Noi cercheremo di fare presto e bene, bisogna dare il tempo necessario per gli accertamenti, per esaminare gli atti, agli indagati di difendersi e solo all’esito possiamo tirare le somme. E certe volte il troppo presto non va insieme al bene”: sono le parole del procuratore della Repubblica di Benevento, Aldo Policastro, in una intervista di recente richiamata anche da un editoriale del direttore de “Il Vaglio.it” (leggi). Pronunciate nel mese di giugno di quest'anno, possono essere giustamente considerate una epigrafe dell'attività d'indagine della magistratura.

Accade, poi, che l'agenzia Ansa della Campania verso l'ora di pranzo 'batta' una notizia di cronaca giudiziaria che riguarda uno dei casi più dolorosi e travagliati che hanno visto il Sannio come sfondo: la morte di una bambina di nove anni, a San Salvatore Telesino, annegata nella piscina di una struttura di ricevimenti. Riferisce dell'atto di conclusione delle indagini da parte del Pm, che contiene le ipotesi di reato a carico di quattro persone: da qui, da tale punto fermo, si dipanerà l'iter giudiziario.

Sulla piega degli accertamenti condotti dal 19 giugno 2016, attraverso un ricorso costante alle proroghe d'indagine, appunto al 10 novembre 2020, in tema di ipotesi di reato si passa – per due persone, la stessa coppia di fratelli 'protagonista' della prima ora dell'indagine - dalla messe di titoli granguignoleschi (“Maria, stuprata e uccisa”) all'”abbandono di minore” (la piccola, che non sapeva nuotare, lasciata incustodita sulla piscina), mentre fanno la loro comparsa per la prima volta altre due persone, i responsabili del resort, la cui colpa sarebbe stata quella di non aver “adottato misure di sicurezza idonee ad evitar l'accesso alla piscina”.

Nel sovrapporre alle parole del procuratore, citate in avvio di questo articolo, la sequenza della 'scala di valori' delle ipotesi di reato si riesce quantomeno a cogliere uno sconcerto certo. E' come se il 'mostro', il fatto mostruoso, fosse sbattuto dalla prima all'ultima pagina per una crisi creativa dello scrittore, che immagina un destino del tutto diverso per i suoi personaggi, ritenuti altro da sé.