Non è mai troppo presto preoccuparsi per strisce di risultati come quelli del Benevento calcio

- Sport IlVaglio.it

La pausa sta per esaurirsi, magari è tempo di riannodare qualche filo. E si dirà allora, è troppo presto: più o meno un quinto del calendario è stato consumato. E magari è vero. Ma è altrettanto vero che non è uno spreco verbale l'uso – non l'abuso – della parola 'crisi' per raffigurare lo stato, d'animo, di gioco, di classifica, del Benevento calcio alla sua seconda stagione da matricola della massima categoria. La teoria di sconfitte s'allunga, l'ultima in ordine di tempo (batosta più che meritata contro lo Spezia, in casa) è venuta contro una compagine sulla carta abbordabile (e per di più attraversata da vuoti d'organico paurosi) e ha impietosamente mostrato alle telecamere il volto inespressivo della squadra giallorossa, ingessata sul prato verde, e del suo allenatore, impietrito e senza capacità di infondere ai giocatori un’adeguata reazione nel corso della gara.

Dunque, è certo troppo presto ma mai troppo tardi per decifrare (lo si è già detto nel recente passato) i segnali di avvertimento che l'eco del terreno di gioco rimanda.

Chissà, forse non è il caso di impegolarsi sin da ora in dispute: sul valore tecnico dei componenti della formazione giallorossa e quindi sul mercato condotto; sull'essere all'altezza, per molti di loro, della serie A; sulle reali capacità di Inzaghi di affrontare le curve insidiose della categoria, dove già in passato è andato a sbattere.

Ma neppure è il caso di nascondersi che questi dubbi sono affiorati tutti assieme in quel combinato disposto che ha generato cinque sconfitte in fila (e altrettanti stop in campionato) e nessuno stimolo alla soluzione (come la partita con lo Spezia, in prolungata rottura giallorossa, ha ampiamento dimostrato), se non la risposta standard del ritiro/chiarimento.

Valga una pacata considerazione, però: in questo segmento di torneo il Benevento ha deluso oltremisura in rapporto alle aspettative ingenerate, ripetute con ossessiva (e paradossale, per non dir altro...) caparbietà nelle dichiarazioni alla stampa. E' la squadra che ha mostrato la difesa peggiore (un anno fa era il suo punto di forza), un centrocampo senza idee, un attacco leggero, una panchina come complemento ai titolari. E' la squadra della quale non riconosci modulo e tecnica, di cui non individui peculiarità e personalità, dove non è stato possibile citare un singolo o esaltare il gruppo. E tutto ciò lo hanno dichiarato il campo e i risultati, e non eventuali 'invettive' esterne.