Il Benevento contro la Fiorentina per dimostrare che in Serie A è una degna contendente e non una comparsa

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Bryan Dabo, l'ex di turno
Bryan Dabo, l'ex di turno

La speranza? Quella che il boccone non si strozzi in gola. All’ora di pranzo della domenica, peraltro una domenica di sostanziale lockdown in Campania causa esuberanza del coronavirus, e quindi con un ascolto magari di rilievo, il Benevento calcio riannoda le fila del suo finora non proprio esaltante cammino nel campionato di calcio di serie A. Dopo la pausa celebrativa a suon di risultati della Nazionale, vanno in un certo qual modo a confrontarsi nel classico mezzogiorno, e mezzo, di fuoco, un paio di conclamate depressioni. Certificata senza ombra di dubbio quella della Fiorentina padrona di casa: la società ha infatti provveduto al cambio del manico in panchina, richiamando – al posto dell’esonerato e poco gradito Iachini – l’ex ct degli Azzurri Cesare Prandelli, ovviamente con un passato storico anche sulla medesima panca. La banalità dell’interpretazione della mossa più classica – quella della ‘scossa’ – è appunto nell’insoddisfacente cammino fin qui percorso nel torneo, e dunque la conseguente ratifica della diffusa delusione che ha finora albergato negli animi di società e tifosi: raddrizzare la barra, in fretta e perciò nell’immediato a spese dei giallorossi ospiti al Franchi, s’impone come un compito da portare a compimento senza tentennare. Dal canto suo, il Benevento di mister Inzaghi, abbacinato da uno scoppiettante avvio, ha poi raccolto frustrazioni in serie, nonché instillato dubbi: i più vari e ‘democratici’, inerenti cioè assetti tattici, validità tecniche (dei singoli, della squadra, della panchina), tenuta psicologica e nervosa (quella che non ha dimostrato l’essenziale Caprari, per esempio). Per farla breve, la chiamata del torneo maggiore del calcio nazionale al Benevento, Firenze compresa, è relativa al merito: ancora una volta comparsa, o degna contendente?

Questi, infine, i principali riflessti statistici della gara resi noti sul sito della Lega..

La Fiorentina ha vinto entrambi i precedenti in Serie A TIM contro il Benevento con un punteggio complessivo di 4-0: quella Viola è una delle tre formazioni incontrate almeno due volte nel massimo campionato contro cui i campani non hanno trovato il gol (assieme a Torino e Atalanta).Nelle ultime tre stagioni (dal 2018/19), la Fiorentina ha perso sei delle 13 sfide contro squadre neopromosse in Serie A TIM (2V, 5N): nel periodo solo la SPAL ha collezionato più sconfitte contro formazioni provenienti dalla Serie B (sette).

La Fiorentina non segna da 219 minuti in Serie A TIM: non dovesse trovare la rete in questo incontro, il digiuno si estenderebbe a 309 minuti, diventando la peggior striscia dei Viola da agosto 2019 (543’), in quello che fu il digiuno più lungo della squadra nella competizione. La Fiorentina ha vinto quattro delle ultime cinque gare casalinghe di Serie A TIM (1P), tanti successi quanti quelli ottenuti nelle precedenti 32 (17N, 11P).

Il Benevento ha perso le ultime quattro partite di Serie A TIM: dopo essere stato sconfitto nelle prime 14 gare nella competizione nel 2017, i campani non hanno mai più registrato una serie di cinque sconfitte di fila nel massimo campionato. Il Benevento è la squadra che ha incassato più reti in questo campionato dall’interno dell’area di rigore (18); dall’altra parte tutti i 10 gol realizzati dalla Fiorentina sono arrivati da dentro l’area.

Cesare Prandelli torna sulla panchina della Fiorentina dopo 3843 giorni dalla sua ultima partita in Serie A TIM con i Viola, che risale a maggio 2010 contro il Bari (sconfitta per 0-2).Il centrocampista della Fiorentina Gaetano Castrovilli ha portato cinque punti alla propria squadra grazie alle sue quattro reti, solo Zlatan Ibrahimovic con nove punti portati grazie ad otto gol ha fatto meglio nel campionato in corso.

Iago Falque del Benevento, un gol contro la Fiorentina in Serie A TIM nell’ottobre 2016, non trova la rete in campionato da nove presenze: solo una volta è rimasto a secco per almeno 10 partite nella competizione (11, tra settembre e dicembre 2015 con la Roma).

In conclusione, altra messe di cifre e circostanze stavolta pubblicate sul sito ufficiale della Fiorentina sotto il titolo, più specifico, delle “cose da sapere su Fiorentina-Benevento”.

Fiorentina-Benevento ha poca, pochissima storia (una sola gara ufficiale), ma ha già un posto speciale nella storia viola. Era l’11 marzo 2018 quando viola e giallorossi campani si affrontarono per la 28a di campionato, a soli sette giorni di distanza dalla scomparsa di Davide Astori. Fu una partita di grande impatto emotivo, bagnata da una pioggerella mista a neve che rese tutto più romantico. Ai limiti del surreale. Anche allora si giocò alle 12.30, arbitro della partita Pasqua di Tivoli, risultato finale 1-0 per la Fiorentina grazie al colpo di testa vincente di Vitor Hugo al 25'. Il brasiliano, che staccò altissimo portava sulle spalle il 31... anagramma del numero 13 del capitano Davide Astori.

Sarà una gara speciale anche quella di domenica prossima, per il ritorno sulla panchina viola di Cesare Prandelli. L’ultima volta di Cesare, al “Franchi”, fu il 9 maggio del 2010, penultima giornata di campionato: Fiorentina-Siena 1-1. La domenica successiva, a Bari, si chiudeva uno dei cicli in panchina più belli della storia gigliata. In cinque anni Prandelli ha diretto 240 volte (117 vittorie, 56 pareggi, 67 sconfitte) la Fiorentina: 190 incontri in serie A, con 96 vittorie, 40 pareggi e 54 sconfitte; 34 gare nelle coppe europee con 14 vittorie, 14 pareggi e 6 sconfitte; 16 incontri in Coppa Italia con 7 successi, 2 pareggi e 7 sconfitte. Le effettive presenze in panchina sono 238: in due occasioni, per stare vicino a sua moglie Manuela (Fiorentina-Reggina del 25 novembre e Aek-Fiorentina del 29 novembre 2007) fu sostituito in panchina dal vice-allenatore Pin.

Il Benevento, nella sua storia, può vantare ben sei allenatori che, in qualche modo, hanno incrociato la Fiorentina. Oronzo Pugliese, tecnico dei beneventani nella stagione '51-'52, nel 1971 sostituì Bruno Pesaola sulla panchina viola. Francisco Ramon Lojacono, fortissimo ed estroso attaccante argentino per quattro stagioni con la maglia gigliata, fu allenatore sannita, con un’interruzione, dal '73 al '75. Andrea Bassi, tecnico delle giovanili viola, con cui vinse il Torneo di Viareggio nel 1966, e allenatore della prima squadra (in coppia con Luigi Ferrero) nella stagione '67-'68, diresse il Benevento nella stagione '76-'77. Salvatore (”Ciccio”) Esposito, mediano della Fiorentina campione d’Italia nel 1969, tecnico campano nell'annata '95-'96, sostituito da un altro prodotto del vivaio viola: Adriano Lombardi, divenuto uno dei simboli della lotta alla SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) di cui è morto nel 2007. Infine, Marco Baroni, nato e vissuto a Firenze ma con una sola presenza in serie A col giglio sul petto, che portò il Benevento nella massima divisione vincendo i play off 2016-2017.

Quattro gli ex presenti nelle rose delle due squadre. Lorenzo Venuti, in giallorosso dal 2016 al 2018, e tre ex viola nel Benevento: il capitano Christian Maggio, in viola dall’estate 2003 al gennaio 2006, un’esperienza segnata da un grave infortunio al ginocchio; Nicolò Manfredini, portiere che ha fatto parte anche del settore giovanile ed è stato nella rosa della prima squadra nella stagione 2011-12; Bryan Dabo, centrocampista acquistato dai viola nel gennaio 2018 (dal Saint Etienne), ceduto in prestito alla Spal nel gennaio 2020 e, a titolo definitivo, al Benevento quest’estate. A proposito di quest'ultimo, così sul sito dei tifosi (Fiorentina.it) della società viola se ne rievocano i trascorsi: “A Firenze è ricordato più per le sue doti di pianista, messe in mostra sui social, che per le sue prestazioni in campo. Bryan Dabo torna da avversario con la maglia del Benevento, in una città che non ha mai potuto apprezzarne le doti tecniche... Domenica tornerà al Franchi galvanizzato dal gol (su rigore) realizzato con la maglia del Burkina Faso in questa parentesi per gli impegni delle varie nazionali. A Firenze resta il ricordo di un ragazzone simpatico, dal gran fisico e dalla tecnica non sopraffina. Oltre a due gol: uno a Genova, nella rimonta del Ferraris che sembrava potesse portare la Fiorentina di Pioli in Europa (poi sfumata) ed uno in un derby interno vinto contro l’Empoli per 3-1 (ma Dabo, nella foto, a Firenze non ci sarà perché in solamento fiduciario dopo la gara di Coppa d'Africa con la sua nazionale del Burkina Faso: è risultato positivo al virus)”.