Ne voleva piantare altri 300.000 mila, ma intanto gli alberi a Benevento sono imprigionati

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E' norma dello Stato (articolo 1, Legge n. 10/2013) che il 21 novembre sia riconosciuto come 'Giornata nazionale degli Alberi', ricorrenza il cui obiettivo è quello “di valorizzare l’importanza del patrimonio arboreo e di ricordare il ruolo fondamentale ricoperto da boschi e dalle foreste”. Tempo fa (era il 2018), a Benevento, s'avanzò una proposta non nuova (il modello, nelle intenzioni, era Milano) ma comunque ugualmente rivoluzionaria: piantare 300.000 (trecentomila) alberi per un progetto di 'forestazione urbana' che magari contribuisse ad abbattere l'incidenza delle polveri sottili e dell’inquinamento. Da allora, invece, molta segatura è penetrata negli ingranaggi delle intenzioni del sindaco Mastella, quella per esempio di qualche pino del viale degli Atlantici che ha ceduto al fascino della sega elettrica quale apripista di uno 'skyline' cittadino da modificare.
La questione è nota, note le posizioni, noti gli sviluppi, ignote le risultanze conclusive.

Intanto, gli alberi del viale e quelli della successiva via Pacevecchia sono stati posti in galera dallo scorso mese di settembre: gabbiette arancioni abbracciate a paletti in ferro sono la nuova corolla per le piante da censire con indagini sulla salute, e qui riducono lo spazio di cammino sul marciapiede per i pedoni, là riducono la larghezza della carreggiata per le auto. Insomma, costituiscono un orpello che testimonia semplicemente come il tempo (amministrativo) si sia fermato, creando questo nuovo ibrido vegetale.

Forse per la Giornata nazionale degli alberi, qui a Benevento, si potrebbe ipotizzare la loro liberazione, o quantomeno notizie certe sui tempi delle verifiche, dei lavori, insomma del destino cui andranno incontro.