La Ternana rimonta due reti al passivo e vince con merito. Per il Benevento, semplicemente, è crisi

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Mah... Che dire? Allo stato, una squadra mediocre o meno, il Benevento. Senz'anima e desiderio alcuno. Incolore in difesa, dove maglie e marcature sono apparse sempre larghe. Insufficiente in mezzo al campo, dove manca la continuità in uno alla qualità. Inesistente in attacco, nel senso che trattasi di settore al momento sconosciuto ai più: senza rifornimenti e di conseguenza senza acuti. Capace di generare una sorta di premonizione in tutti per cui pure quando le cose sembrano girare per il verso giusto (e nei primi 45' tutto sembrava congiurare appunto per cogliere l'obiettivo), incombe sempre una maledizione d'incompiutezza e fragilità in campo, ed una tensione crescente sulle tribune.

Ed accade, allora, che neppure un vantaggio (ingiusto) di due reti a zero al termine del primo tempo, frutto di un preciso colpo di biliardo di Tello dal limite dell'area ed un rigore dubbio trasformato da La Gumina, sia sufficiente per condurre in porto la vittoria, che sarebbe stata la prima dell'era-Cannavaro (c'è da immaginare adesso l'espressione di Fabio Caserta...). L'allenatore di rincorsa ora ha il quadro ancor più chiaro, ed è a tinte scure. La squadra che si trova a dirigere dalla panchina tale non è, ma un insieme di monadi vaganti per il campo senza sapere che fare della palla e soprattutto, il che è ancora più grave, senza neppure 'pensare' a gestire una partita che non avrebbe dovuto riaprirsi in alcun modo.

La Ternana, dal canto suo, non si è scomposta. Mai. Non è andata in affanno, quasi avesse la consapevolezza della sua forza e della inconsistenza, alla lunga, dell'avversario: ha costruito come una formica, mattone dopo mattone, il suo quinto successo in fila (ed un meritato primo posto in classifica), che fa da contraltare ai cinque turni in cui i giallorossi la vittoria l'hanno solo sognata - e nulla messo assieme per meritarla. Ha saputo sfruttare le incertezze fatali sui palloni da fermo di una difesa giallorossa altrettanto ferma, nella quale ognuno ha agito in maniera anarchica preoccupandosi ben poco di quel che accadeva nel suo minimo raggio di azione. Ha legittimato dunque il suo ambizioso ruolo di protagonista del torneo, finora. E ha ufficialmente aperto lo stato di crisi del Benevento, finora nascosto ai più dietro la foglia di fico del cambio dell'allenatore (giusto ma tardivo di una stagione...), e che risiede – anche – nell'assemblaggio della squadra venuto fuori dalla campagna acquisti e da piccoli e grandi problemi non solo tecnici ma pure fisici (un'infermeria piena, una preparazione che difetta proprio nel senso di 'preparazione').

Su queste fragilità è arduo costruire, non impossibile ma laborioso e che costerà ovvi sacrifici da affrontare servendosi pure delle finestre di mercato. Per intanto, serve consolarsi con la realtà dei fatti: la collocazione in classifica della compagine cara al presidente Vigorito è meritata, l'orizzonte per adesso è quello della slavezza. Ma l'assoluto anonimato mostrato a furor di popolo sul terreno di gioco ed attraverso gli schermi televisivi non fa scoccare scintilla, non alimenta speranza. La fiducia ed il tempo necessario perché la stessa si faccia corpo rispetto all'ectoplasma attuale non manca, almeno assecondando il motto del: 'lasciamoli lavorare'. Per dirla con la classica frase fatta, il Benevento ha adesso toccato il fondo della sua inconsistenza: può risalire, se ne comprende il senso; può pure mettersi a scavare, però, chissà quanto per la gioia di chi si è addirittura sentito rimproverato da un presidente per la latitanza dagli spalti...

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IL TABELLINO

Benevento: Paleari, Leverbe, Capellini, Pastina; Improta, Karic, Schiattarella (67' Koutsoupias), Letizia (67' Masciangelo); Ciano (67' Vokic), Tello (76' Farias), La Gumina (76' Forte). A disp.: Manfredini, Lucatelli, Thiam Pape, Foulon, Basit, Veltri. All. Fabio Cannavaro

Ternana: Iannarilli, Mantovani, Bogdan (46' Diakite), Sorensen, Corrado; Paghera (59' Moro), Di Tacchio, Cassata (72' Pettinari), Palumbo, Partipilo (84' Proietti), Donnaruma (83' Ghiringhelli). A disp.: Krapikas, Capanni, Falletti, Spalluto, Defendi, Celli, Martella. All. Cristiano Lucarelli

Le reti: 19' Tello, 38' La Gumina (rigore), 58' Sorensen, 73' Pettinari, 81' Di Tacchio

Ammoniti: 35' Iannarilli, 57' Karic, 63' Paleari, 73' Pastina

Arbitro: Manuel Volpi di Arezzo. Assistenti: Mauro Galletto di Rovigo e Giuseppe Di Giacinto di Teramo. Quarto Ufficiale: Valerio Pezzopane de L’Aquila. Var e Avar: Daniele Paterna di Teramo e Vito Mastrodonato di Molfetta.