Commemorato Clemente Martone Agente beneventano della Polizia Stradale, vittima del dovere

- Cronaca di Antonio Martone
I familiari di Dino Martone durante la cerimonia
I familiari di Dino Martone durante la cerimonia

Oggi 18 ottobre 2022 la città di Benevento, nella quale la mia famiglia pose le sue origini nel lontano 1958, onora la memoria di mio fratello Martone Clemente (Dino per la famiglia e gli amici), Agente della Polizia di Stato all'epoca dei fatti in servizio presso la Sezione Polizia Stradale di Benevento caduto nell'adempimento del dovere, dedicandogli in toponomastica lo spiazzo del capoluogo Sannita sul quale è in atto la presente celebrazione.

Era il 6 maggio 1981 quando Dino allora appena ventisettenne, in servizio d'istituto nel territorio di Poggiomarino - comune della città metropolitana di Napoli -, alla guida della moto di servizio, intervenuto per bloccare il conducente di un Tir arbitrariamente introdottosi nel circuito cittadino per l'occasione chiuso al traffico, veniva urtato dal gigantesco mezzo rovinando al suolo. L'investimento gli era fatale per aver riportato tra le altre lesioni la recisione dell'aorta. La sciagura come sottolineato e messo in risalto dalle più importanti testate giornalistiche poteva avere un epilogo ancor più tragico se non vi fosse stata la sollecita azione della vittima Clemente Martone che, sprezzante del pericolo cui andava incontro, dedicava la sua vita per salvarne tante altre tra ciclisti partecipanti alla gara, curiosi e appassionati di quella disciplina sportiva. Lasciava la giovane moglie e i due figli minori Raffaele e Maria.

La morte di una qualunque persona genera sempre sconforto figuriamoci quando a cadere è un componente della famiglia, nel mio caso l'unico e solo fratello. Vi assicuro che la sua perdita, tra l'altro in giovanissima età e la tragicità dell'evento per le modalità di accadimento generò nell’intera famiglia un grandissimo sconforto e in me un'amarezza, una depressione e una sfiducia che tuttora non mi danno pace e nemmeno il tempo trascorso ha sopito il grandissimo dolore abbattutosi sulla mia persona che con lui condivideva tutto. Insomma per me era caduto un mito a cui rispecchiarsi perché era di una bontà d'animo al di fuori della norma, non conosceva rancore, in lui era innata la compassione, il rispetto per gli altri, la mitezza, l'umiltà e il forte senso di giustizia; tutti valori che riscontro nei due orfani che hanno trovato lavoro nell'Amministrazione pubblica. Il primo alle dipendenze del Ministero dell'Interno - Dipartimento della Polizia di Stato - quale agente in servizio presso la locale questura per l'amore verso l'istituzione Polizia e seguire le orme del papà, la seconda quale dipendente del Comune sempre di questo capoluogo.

A nome della famiglia mi onoro porgere il saluto di benvenuto e ringraziamento per aver presenziato alla cerimonia il Sig. Capo della Polizia, le Autorità militari, civili e religiose e voi tutti intervenuti per commemorare la memoria di mio fratello Dino mediante l'intitolazione di questo spiazzo in sua memoria e la allocazione di un cippo monumentale proposto dall’A.N.P.S. e Comune di Benevento, di seguito ben accettato dalla famiglia.

Consentitemi di porgere leali ed affettuose riconoscenze al Dott. Roberto Gabrieli che, nella sua duplice veste di Dirigente della Sezione Polstrada di Benevento da cui mio fratello dipendeva e di responsabile del servizio alla manifesrtazione ciclistica, avendo preso cognizione diretta della dinamica del sinistro in quanto seguiva come da protocollo la moto condotta da mio fratello, predisponeva e gestiva l’intera disgrazia operando in prima persona. Grazie Dottore Gabrieli per aver onorato la nostra famiglia della sua stimabile presenza.

A tal riguardo, però, non posso sottacere sul notevole interessamento e sforzo profuso alla finalizzazione e raggiungimento di quanto è agli occhi di tutti voi da parte dell'A.N.P.S. (Associazione Nazionale Polizia di Stato) in persona del Presidente della Sezione di Benevento Romeo Formato che l’intera famiglia ringrazia fortemente in quanto artefice e propositore del riconoscimento. Omaggi di riconoscenza e gratitudine vanno anche alla Segreteria Nazionale A.N.P.S, per la fattiva e generosa collaborazione sia sotto l’aspetto economico che di gestione dell'iter burocratico.

E' mio dovere far comunque presente le tante difficoltà incontrate per la realizzazione di ciò che oggi potete apprezzare ma sappiate che allo scoramento e sfiducia da parte di noi componenti la famiglia Martone vi è stata, in contrapposizione, la passione e la caparbietà di Romeo Formato, punta di diamante della Sezione A.N.P.S. di Benevento che con i circa 300 aderenti riesce a gestire problematiche personali dei soci, a fornire fattiva collaborazione e partecipazione a supporto delle Autorità di Polizia come protezione civile, a quelle civili con protocolli d'intesa con il Tribunale, il Comune con l’istituzione della figura del “nonno vigile“ e a breve con la Prefettura mediante l'impiego di personale Polstato in quiescenza e per finire ma non meno importante l'impegno nel sociale ancora di attualità (Sars Covid 19 meglio conosciuto come coronavirus ); attività tutte molto apprezzate pubblicamente con ufficiali attestati di stima.

Un segno di affettuosa riconoscenza è rivolto alla questura di Benevento per aver onorato la cerimonia commemorativa con la presenza del Sig. Capo della Polizia di Stato Lamberto Giannini - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza - e per la predisposizione dei servizi considerata anche la inaugurazione della nuova sede A.N.P.S..

Un sentito e profondo pensiero di gratitudine è indirizzato al Sindaco della città di Benevento Clemente Mastella e all'Amministrazione comunale tutta. Grazie Sig. Sindaco per aver sempre dimostrato grandissima sensibilità verso la nobile iniziativa trasmettendo serenità nel superamento delle avversità nei momenti in cui tutto sembrava arenarsi.

Apprezzamenti e ringraziamenti vanno a Carmine De Luca, artigiano marmista di Benevento che ha artisticamente creato e curato la struttura in pietra locale nonché la messa in opera e Angelo Rosato di Fontanarosa (AV), scultore e noto autore di moltissime opere d'arte in Italia e all'estero, che ha realizzato l'effige sul cippo.

Concludo con un grazie di vero cuore a favore di tutti voi che avete preso parte alla ceriminia e a quanti che non avendovi potuto per ragioni diverse hanno fatto pervenire messaggi di vicinanza, e agli organi di stampa che sono stati particolarmente vicini.
Antonio Martone, fratello dell’Agente