I limiti del superbonus 110 - Troppi i soldi inutilmente spesi dallo Stato e in favore di pochi beneficiari

- Opinioni di Maurizio Salomone Megna

Se prima avvicinarsi alla verità era cosa ardua per via delle poche fonti a disposizione, oggi è ancora più difficile per l’eccesso di informazione: tra la televisione, il web ed i social è possibile attingere a tutto ed al contrario di tutto. Vediamo cosa accade a proposito del superbonus 110. Nonostante ogni mese, tramite l’Enea, vengano messi a disposizione i dati su questo meccanismo di agevolazione fiscale, finalizzato all’efficientamento energetico degli edifici residenziali, pochissimi hanno consapevolezza di quanto sia fallimentare e dispendioso questo strumento offerto agli italiani. Quali sono i dati al settembre del 2022? L’Enea… invece di dire quanti sono i progetti di “efficientamento” ammessi al superbonus 110, parla di “asseverazioni” ed invece di parlare di “cessione del credito” e “sconto in fattura” parla di “investimenti”. ora senza fare l’autopsia allo schema citato, l’Enea dichiara che al 30 sett. 2022 le asseverazioni in totale sono 307.191, comprendenti i 37.838 condomini e 269.347 tra unifamiliari e unità indipendenti.

Concentriamoci per adesso sui condomini. diamo per buono che i condomini “efficientati” dal superbonus 110 siano alla fine dei lavori davvero 37.838, ebbene in Italia esistono più di 1.200.000 condomini, il che significa che hanno usufruito dell’agevolazione fiscale del superbonus 110, al 30 settembre 2022, soltanto lo 0,03 % del totale dei condomini italiani. Per questa risibile cifra sono stati spesi ben 22.163.955.415,22 di euro, dico 22 miliardi!

Ora in Italia secondo l’Istat i condomini in media sono formati da 30 unità abitative e questo significa che 37.838 x 30 = 1.135.140 sono gli appartamenti in Italia che hanno goduto dell’agevolazione fiscale di € 19.525,00 ciascuno. In media per condominio si sono spesi € 585.760,00.

Attenzione! abbiamo detto “se” ad ogni asseverazione corrisponde un progetto, ma purtroppo non è così: per ogni pratica superbonus 110 le asseverazioni, volendo semplificare, sono almeno 3 , il che significa che il numero 37.838 non rappresenta davvero il numero totale dei condomini interessati al progetto di efficientamento ma un numero infinitamente più basso, che è questo: 12.613.

A questo punto la cifra messa a disposizione per ogni condominio è: € 22.163.955.415,22 : 12.613 = € 1.757.230, dico un milionesettecentocinquantasette/230. Quindi in media per ogni edificio condominiale efficientato con il superbonus 110 si sono spesi € 1.757.230 che diviso per 30 appartamenti a condominio si ha la cifra € 58.575,00 per singolo proprietario. E’ inutile dire che questa è una cifra stratosferica per qualsiasi ristrutturazione condominiale realizzata già prima del 2020, prima dell’inizio della telenovela a puntate del superbonus 110 ed è questa la cifra per la quale il condomino-contribuente si espone nei confronti della Agenzia delle entrate, nel caso in cui nei controlli qualcosa andasse storto, per i successivi 8 anni dal collaudo dei lavori.

Riceviamo e pubblichiamo. Il Cresme in uno studio preparato assieme alla Camera dei deputati nel dicembre 2021 diceva che… lo Stato italiano deve attendere ben 68 anni per recuperare i soldi spesi per gli interventi fatti sugli involucri esterni delle case e ben 56 anni per gli impianti. in sostanza lo Stato non recupererà mai i soldi spesi perché cappotti termico ed impianti saranno distrutti, a voler essere ottimisti, già fra 30-40 anni. Soldi buttati.

E come diceva la nonna, i mali non vengono mai da soli. Secondo uno studio condotto da Bankitalia, nel quale si calcola la riduzione dei costi sociali delle emissioni di carbonio, studio reso disponibile in questi giorni di ottobre 2022, il superbonus si ripagherà in termini di emissioni dopo il 2100. Secondo questa prospezione perché l’azione diventi conveniente per lo Stato dovrebbe abbassare la detrazione al 40%. infatti:

“… gli interventi finanziati con i fondi del Pnrr non trovano una giustificazione nei benefici ambientali derivati dalle ristrutturazioni. dal 2027 la misura porterebbe ad una riduzione delle emissioni di 0,667 mln di tonnellate l’anno. si deve aspettare il 2100 per raggiungere un sostanziale abbattimento di gas serra connessi all’intervento, quantificabili in solo 4,9 miliardi di euro.”

I costi sostenuti dallo Stato sono troppo alti rispetti ai benefici ottenuti per l’ambiente. Attenzione, Bankitalia in questo studio non considera che tutte le opere sugli involucri e sugli impianti “finanziati” con i soldi del superbonus 110 entro l’anno 2100 saranno andati completamenti distrutti per entropia ed obsolescenza.

Di fatto tanto lo studio del Cresme quanto quello di Bankitalia certificano che il superbonus, tranne che essere uno sperpero di soldi a carico di tutti gli italiani, non è altro che un intervento insignificante per il numero di residenze coinvolte e scarso anche per gli effetti ambientali promessi.

Adesso è chiaro… non contano le asseverazioni ma i progetti realizzati, non ci sono “investimenti” ma dei fondi sperperati. Le somme messe in campo sono talmente grandi, le residenze coinvolte dal progetto sono talmente poche, che per gli italiani il “superbonus 110” altro non è che un enorme debito infruttuoso non estinguibile: i rivestimenti “a cappotto”, gli infissi esterni e gli impianti per il riscaldamento, nella migliore delle ipotesi hanno una durata di 30-40 anni. il tutto verrà quindi smontato o demolito prima ancora che quanto speso sia recuperato attraverso il risparmio energetico ottenuto. Stesso discorso è per le unità singole, ma lo vedremo prossimamente.

Post scriptum Non credete a coloro che dicono che il Superbonus ha fatto crescere il PIL. Anche il crollo del ponte sul Polcevera ha fatto crescere il PIL. Anche il terremoto di Amatrice del 2016 ha fatto crescere il PIL. Ma dire al rientro dal lavoro alla tua famiglia che siete diventati ricchi per aver attenuto in banca un prestito di 1.000.000 di euro è davvero da imbecilli. Il PIL che cresce, in questo caso , rappresenta un debito che verrà restituito nei prossimi anni e verranno coinvolti nipoti e pronipoti: se i soldi sono stati spesi male, il tutto rimarrà soltanto un grande debito inutile prima e doloroso poi. Chi ci seguirà continuerà a pagare per qualcosa che è già stata portata allo scasso. Si parla di investimento quando si hanno tempi di recupero ragionevoli: fino a due anni fa il costo di una caldaia a condensazione lo recuperavo in 4-5 anni , così 20mq di pannelli di fotovoltaico li recuperavo in 9-10 anni. La caldaia mediamente funziona per 15 anni mentre i pannelli per almeno 25 anni.