La protesta: "Una scelta di non ritorno, no alla privatizzazione dell'acqua"

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Scrive il Comitato sannita Acqua Bene Comune: Martedì 25 ottobre il Consiglio di distretto Sannita dell’Eic sceglierà la forma di gestione del servizio idrico integrato per i 78 comuni della provincia di Benevento. La proposta avanzata è quella di una nuova società mista pubblico/privata, le cui quote azionarie andranno al 51 % ai comuni e le restanti quote del 49 % saranno cedute, con gara d’appalto a doppio oggetto agli investitori privati. Questo significa che la gestione dell’acqua di Benevento sarà venduta per la metà al mercato ed agli investitori privati. L’acqua è il bene comune per eccellenza, l’ultimo che non è ancora nella completa disponibilità delle multinazionali.

Nessuno si faccia illusioni, perché dopo l’approvazione della delibera di martedì non sarà più possibile tornare indietro, perché la legge 15/2015 attribuisce ai 30 consiglieri votanti il potere di indicare la forma di gestione pubblica o privata. Il passaggio non sarà immediato, tra commissariamenti, concordato preventivo di Alto Calore ed altre vicende, trascorrerà ancora un periodo di transizione, dopo il quale partirà la gara e l’unico soggetto in grado di aggiudicarsela sarà Acea. Tutta questa corsa sarà inutile perché i finanziamenti del PNRR difficilmente arriveranno a Benevento, come avevamo predetto da tempo.

La settimana prossima il comitato Esecutivo dell’Eic ha già all’ordine del giorno l’affidamento della gestione ad altre province della Campania che hanno scelto saggiamente il pubblico (Caserta) e Benevento resterà a bocca asciutta a causa dell’ostinazione della nostra classe dirigente. Il vecchio distretto Calore Irpino (che inglobava Benevento ed Avellino) aveva indicato chiaramente la forma di gestione pubblica per le due province (delibera n.2/2021). Gli avellinesi, nonostante i problemi di Alto Calore, hanno deciso di non svendere l’enorme patrimonio idrico alle multinazionali. Mastella, invece, ha capito che non tirava aria buona per Acea ed ha pensato bene di dividere i distretti per consentire alle multinazionali di mettere le mani “almeno” sul bacino sannita che porta in dote l’enorme ricchezza della diga di Campolattaro. Tutto a questo a discapito dei cittadini, soprattutto i più poveri che tra non molto tempo faranno fatica a pagare anche la bolletta dell’acqua sempre più preziosa a causa delle crisi idriche dovute ai cambiamenti climatici.

Il Comitato Sannita martedì alle 15.30 ha indetto una manifestazione a Benevento in via Traiano davanti alla Casa del Reduce, dove si terranno le votazioni, per invitare tutti i cittadini della Provincia a protestare pacificamente, ribellandosi a questa scellerata delibera di privatizzazione della metà della nostra acqua. I 23 Comuni che avevano una gestione totalmente pubblica saranno spogliati della loro risorsa. 31 Comuni che hanno la gestione di Alto Calore si trovano in catapultati in una situazione difficile, essendo allo stesso tempo debitori e creditori, senza aver avuto nessuna rassicurazione. Invitiamo con forza tutti i primi cittadini della Provincia ad unirsi agli 8 sindaci che già si sono espressi per l’acqua pubblica, per non essere complici di questa operazione che vede come unici beneficiari le multinazionali e vittime i cittadini.

Il Comitato sannita Abc, inoltre, interverrà nella seduta di martedì con un proprio rappresentante, quale unica associazione a difesa dell’acqua pubblica della provincia, leggendo e depositando una relazione del prof. Alberto Lucarelli.