La nebbia: amica perché nasconde. Nemica perché rivela - Fotogallery

- Politica Istituzioni di Giovanni Festa

Tutto è silenzio e luci filtrate. Si volta un angolo ed un leggero battito riempie l'aria carica di piccole gocce d'acqua: è il gesto casalingo di un tappeto che si fa ala fra le mani di una sagoma in ombra nel riquadro, anch'esso spento, del balcone. Poi torna l'assenza. A volte il cerchio si chiude, ma senza affatto girare in tondo. E così una volta la nebbia appariva solo come un velo in attesa d'essere squarciato, una promessa di futuro, con il giorno pronto e felice di scaldare e scalzare la notte umida.

Oggi, invece, questa nebbia (Vai alla Fotogallery) assume l'aspetto della metafora di una città, di un Paese (una Nazione?). Non più promessa ma brivido che scivola lungo il corpo e si deposita nel cervello: Mastella, i mastelliani in andata e pure di ritorno, i pini, il depuratore, il turismo, la viandanza, la movida, l'acqua, il conservatorio, l'università, la sostenibilità, la mensa, la famiglia, le inaugurazioni, le esternazioni, le giostrine, i bagni pubblici, il teatro, il teatrino, i teatranti.

E il miliardario, la caduta, la democrazia, quel Po d'acqua, i celoduristi, i taxi del mare, i grilli parlanti, l'opposizione... l'opposizione, i manganelli, il presidentessa, i fascisti.
Il fondo. La nebbia: amica perché nasconde. Nemica perché rivela.