La stagione giudiziaria della politica locale finita nel nulla e nel silenzio

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La stagione giudiziaria della politica locale finita sotto la lente d'ingrandimento della Magistratura cittadina saluta l'assoluzione definitiva, in appello e come ultimo esempio, di Nunzia De Girolamo, già Ministra della Repubblica anni fa indotta alle dimissioni dall'inciampo investigativo. Anni trascorsi alla fine non invano per i protagonisti, ma traversie indotte che hanno orientato destini, in conclusione valutati con la classica formula dell'incubo archiviato.

Eppure, proprio la proiezione di un futuro libero da ombre favorisce il banale riflesso dello sguardo rivolto all'indietro, e dunque la riflessione sui risultati. Dove è approdata quella stagione 'benedetta' dai titoli mediatici e da certo associazionismo che hanno stuzzicato il lato oscuro dell'opinione pubblica?

I fatti evocano un sostanziale nulla di fatto, l'impiego pluriennale di risorse pubbliche arenatosi su verdetti d'assoluzione, o 'minimal', se di condanna – rispetto, è ovvio, alle aspettative suscitate nella sede, esplosiva, del loro sorgere, tra acuti di sirene e accesi dibattiti politici. E tutto ciò senza che una sola piega abbia increspato il tessuto di certezze dell'accusa.

Gli esempi si sono moltiplicati; i silenzi a posteriori pure; il 'danno' psicologico, morale, 'pratico' si è consumato in questo silenzio istituzionale che, qui sul Vaglio (leggi su IlVaglio.it)
, con una formula solo rispettosa dei fatti – applicata al nostro paradigmatico esempio – in sintesi divenne la “vera e propria Caporetto per la Procura della Repubblica di Benevento”.

E' dalle sconfitte della Ragione e della Giustizia, dunque, che s'attende, a Benevento e non solo, il ripristino di una 'normalità': della perizia e della cautela nell'azione. Perché le cronache giudiziarie non siano sempre, solo, gonfie di assoluzioni e condanne, in fatterelli e con povericristi primattori.