L’occasione persa della buffer-zone: l'Unesco beneventana annegata nel bicchiere

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Lo spettacolo della città è assicurato dall'appalto indiscusso a una scuola di pensiero nazional-popolare che pone l'esibizione al servizio della politica. E' così nell'era Mastella, che sta beandosi pure di inaugurazioni e progetti, futuri. Dal Teatro Comunale all'Hortus Conclusus, alla via Appia da rendere patrimonio comune al mondo. E dunque anche il movimento 'intellettuale' si incanala nella visione di magnifiche sorti, per giunta piallata da un sostanziale allineamento delle realtà del territorio: cultura e spettacolo, allora, si spengono, con rare eccezioni,
in un calendario punteggiato d'interventi-spot.

Manca all'appello, però, la madre di tutti gli interventi. Ovvero, la valorizzazione, non a chiacchiere e convegni di kultura alta nient’affatto inclusiva, del vero 'patrimonio' di cui la città si fa forza, e non da ieri: il sito seriale Unesco, l'area su cui insiste la Chiesa di Santa Sofia.

L'occasione persa, l'anti-volano del turismo coltivato con la perizia del disinteresse, il frutto immaturo di un discorso politico che mai è riuscito a connettere la 'bellezza' alla città e a fare del centro storico di Benevento un punto di forza. E' mancata, manca, chissà se mancherà ancora a lungo una presa di coscienza sulla vivibilità di detto centro storico, oggi un reticolo di insediamenti commerciali che ne fanno un divertimentificio dall'elevato grado alcolico – a esser buoni -, creato dal caos amministrativo e dalle necessità elettorali.

L'unica notizia che la 'buffer zone' è in grado di veicolare all'esterno è di cronaca, quella dell'eccesso di movida in uno al notevole disagio arrecato ai residenti svillaneggiati, e con loro alla città, anche dall'uso occasionale dei vicoli per veicolare le proposte degli aedi dell'amministrazione in carica.

L'Unesco cittadina annega nel bicchiere, nel disordine, nelle assenze, nella mancanza di regolamentazione, eccetera, che ne hanno fatto un'ordinaria presenza a dispetto dello straordinario risultato di cui è figlia.