30 Ottobre: una sola data per una lunga storia di giornalismo

- Opinioni di Carlo Panella

"Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo... C’è un tempo per tacere e un tempo per parlare...".
E' stato scritto oltre duemila anni fa, nel libro di Qoèlet o Ecclesiaste della Bibbia: vale anche per Il Vaglio.it. Questa testata ha cominciato “a parlare” il 30 ottobre del 2011, per far continuare la ultraventennale storia de “Il Quaderno”, e da oggi, 30 ottobre 2022, “tace”.
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Dal 10 maggio 1989 è passato un trentennio, in cui si è provato, assieme, in tanti, a fare soprattutto un giornalismo di interpretazione dei fatti, distinti e distanti dai gestori locali (pro tempore) dei poteri.

Scrissi allora nell’editoriale d’esordio in edicola: “Per denunciare, per dare voce a coloro che si oppongono allo stato attuale delle cose… non l’ennesima cassa di risonanza dei comunicati stampa di Enti o partiti politici”. Oggi, o meglio, da un decennio ormai, almeno sui social, la voce ce l’hanno in tantissimi…

Abbiamo provato per un trentennio a svelare quel che non comunicavano i vari “Palazzi”, della politica, della giustizia, dell’economia, della sanità, della cultura, dello sport. Abbiamo provato a fare i watchdog, i cani da guardia dell’opinione pubblica.

Abbiamo pure consentito a molte e a molti l’esperienza di un giornalismo libero e indipendente, scrivendo articoli, commenti, esprimendo opinioni: e ben oltre il centinaio di loro ha potuto iscriversi all’Ordine come pubblicisti.

Abbiamo ottenuto anche qualche risultato e, a volte, suscitato clamore. Perlopiù abbiamo dovuto dar conto della sordità o dell’indifferenza dei destinatari delle doglianze espresse. Valga ad esempio, durante la pandemia, la quotidiana nostra denuncia della mancanza (solo nel Sannio) di dati ufficiali sui contagi e sui decessi infrantasi nella totale indifferenza di singoli, associazioni, enti e poteri vari.
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In questi ultimi tempi, inoltre, l’informazione locale c’è parsa diventata di impatto ancor più ridotto del solito, per l’incombere quasi simultaneo di eventi d’enorme portata, come il cambiamento del clima, l’inquinamento globale, il ritorno della feroce guerra in Europa, addirittura con la ventilata possibilità dell’uso delle bombe atomiche.

In ogni caso, abbiamo fatto il nostro e ringrazio Iddio per il lungo tempo concesso. Ma ora è tempo di fare spazio ad altri: il cambiamento, il rinnovamento, non vanno solo predicati, vanno praticati!

E c’è lo spazio per un’informazione libera e indipendente, “in direzione ostinata e contraria”, volta a stimolare i sanniti: a pretendere i propri diritti; a scegliere i migliori per governarsi; a ricercare nella vita quotidiana il bene comune; a educare al senso civico; ad abbandonare le scorciatoie dell’individualismo e del familismo amorale. Cittadini e non sudditi!
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Buona fortuna, dunque, a coloro che, nel campo dell’informazione, si vorranno impegnare in tal senso. Bisogna, infatti, avere contezza del proprio tempo! Onoda Hiroo, militare giapponese, a quasi 30 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, nel 1974, nella giungla sull'isola filippina di Lubang, venne arrestato perché si rifiutava di credere che la guerra fosse finita. Questa nostra piccola battaglia è durata per un periodo più lungo, e preferiamo arrestarci da soli…
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Mi siano consentiti dei personali ringraziamenti:
alla mia famiglia, alla quale tanto tempo ho sottratto e che mi ha supportato e sopportato in tutti questi decenni;
a Giovanni Festa, per il ruolo svolto in questo giornale e per l’importanza del suo contributo. Alla pari, negli ultimi anni, abbiamo portato avanti IlVaglio.it che, senza di lui, sarebbe stato sicuramente molto meno interessante e duraturo;
a tutti i giornalisti, i tanti compagni di strada, in particolare a quelli che nel 2011 non condivisero la mia estromissione e, solidali, portarono le loro qualità su IlVaglio.it;
ai vari editori, che a lungo mi hanno fatto agire liberamente e a quelli con cui poi siamo ripartiti;
alla Mind the lab di Vincenzo Forgione e Sergio Pastore, che ha costruito online IlVaglio.it e l’ha gestito nel migliore dei modi;
agli inserzionisti, non moltissimi (e per questo meritori) dati gli articoli spesso invisi ai potenti sanniti;
per ultimi, ma non per importanza, ringrazio “i miei venticinque lettori”… (si perdoni l’immodesta citazione). Non pochi di loro hanno contribuito anche a sostenerci materialmente. Questa lunga esperienza editoriale ha avuto loro come punto di riferimento.
Abbiamo fatto bene, abbiamo fatto male? Non sta certo a me dirlo. Abbiamo provato, con i mezzi a disposizione, a fare quel che ritenevamo si dovesse: è accaduto il possibile.