Il Benevento perde la gara con il Lecce e con essa l'imbattibilità e il primato

- Sport di Giuseppe Di Martino
Davide Moscardelli
Davide Moscardelli

Si infrange il sogno del Benevento di mantenere l’imbattibilità in campionato. La squadra di Brini regala un tempo al Lecce, perdendo partita e primato in classifica. Ora i “cugini” della Salernitana, grazie al successo con la Paganese, sono in testa, mentre il Lecce, dopo un avvio di stagione da dimenticare, ha recuperato punti e posizioni. I ragazzi di Lerda sono pericolosamente vicini ai giallorossi del Sannio. Tardiva e confusa la reazione del Benevento. A nulla è valsa la rete di Padella, quasi allo scadere. Il Lecce vince meritando gli applausi del Ciro Vigorito.

Fabio Brini, per la supersfida di oggi, si affida ai suoi uomini migliori. Lunga e ripetuta la lista degli infortunati. Sulla fascia destra il jolly difensivo Padella sostituisce lo squalificato Celjak. Scelte quasi obbligate a centrocampo mentre in avanti Marotta e Eusepi dovranno fare tanto lavoro sporco, contro i fisici difensori leccesi. Lerda risponde con un 4-3-3 tutto fantasia e palleggio. A far paura alla retroguardia beneventana sono le incursioni laterali di Doumbia e Carrozza, oltre alla prestanza fisica del barbuto Moscardelli. Solo panchina per Fabrizio Miccoli, al centro di accese discussioni con il proprio tecnico dopo l’esclusione dalla gara della scorsa settimana.Se il buongiorno si vede dal mattino l’avvio del Benevento promette poco di buono.

Dopo una prima fase di studio, il Lecce prende in mano la gara. Troppa è la voglia dei salentini di mangiarsi il campo, poca la determinazione dei padroni di casa per evitarlo. Al minuto 8 la prima incursione del Lecce. Scambio rapido al limite dell’area fra Papini e Moscardelli che a tu per tu con Pane non trova il guizzo vincente. All’11’ arriva il gol. Sugli sviluppi di una punizione dal limite, Gomes serve Salvi che, approfittando della disattenzione degli avversari, fa esplodere un destro potente che Pane non vede partire, forse disturbato dal sole. La differenza fra Benevento e Lecce è evidente nel primo quarto d’ora: i primi non riescono a imporre il loro gioco, i secondi dominano in lungo e largo. Tanto poca la convinzione nei propri mezzi che gli uomini vestiti in giallorosso provano improbabili conclusioni dalla distanza, come il tiro di Lucioni che termina lontanissimo dalla porta difesa da Caglioni.

Il Lecce, invece, ha idee chiare. Giro palla di qualità e tagli di “zemaniana” memoria dei due esterni d’attacco. Carrozza, particolarmente ispirato quest’oggi, ci prova dal limite, trovando ancora insicuro Pane. Al 16’ arriva il raddoppio. Cross del numero 9 del Lecce e traversa di Moscardelli, sulla ribattuta Abruzzese anticipa tutti. La tabula rasa del Benevento viene interrotta solo dall’incitamento degli oltre 4 mila tifosi arrivati all’ex Santa Colomba. È Vitiello al sfiorare al 33’ il gol che potrebbe riaprire la partita. Brini, in evidente difficoltà sulle zone esterne del campo, decide di invertire Alfageme e Campagnacci, ma è sempre il Lecce a dimostrare di poter essere pericoloso come e quando vuole. Ci prova, così, Doumbia, ma l’ex Parma trova la deviazione dell’attento Pane. Al 40’ la mossa che non ti aspetti. Fuori Vitiello dentro Mazzeo, per un Benevento a trazione anteriore, con tre punte e due esterni di attacco.Nella ripresa i meccanismi del Benevento iniziano a funzionare meglio. Al 50’ Padella, in costante proiezione offensiva, trova l’inserimento di Marotta che non è troppo lesto per approfittarne. L’occasione per decretare la parola fine al match capita sui piedi di Moscardelli. Pane è ancora attento, salvando il risultato. Il Lecce esegue come una macchina perfetta gli ordini del comandante Lerda.

Contenimento e ripartenze, armi micidiali contro una squadra che attacca con 6-7 uomini costantemente. Al 67’ l’ex tecnico del Torino lancia Della Rocca al posto di Moscardelli. La punta leccese si mette subito in evidenza, dando sfogo alla sua grande qualità tecnica. Il primo pezzo è un tiro al volo in precario equilibrio. Conclusione violenta ma fuori dallo specchio della porta. Scarta, scatta, cerca il pallone. Il trentenne attaccante del Lecce è una furia. Spettacolare la sua rovesciata. Ottima esecuzione, poca fortuna. Per l’ultimo quarto di gara, Brini sostituisce Agyei con Kanoute, sperando di rianimare un Benevento in stato comatoso. La confusione tattica, mista a stanchezza, manda in bambola il Lecce. All’80’ Padella riapre la gara per il Benevento, con un preciso colpo di testa. Il finale di partita sembra essere favorevole allo stregone. Gomes viene espulso per somma di ammonizioni, Lucioni prova a imitare invano Della Rocca.

Al triplice fischio del signor Baroni solita corsa sotto la Curva Sud della squadra sannita, segnale che lo spogliatoio, nonostante una bruciante sconfitta, è ancora intatto. Del resto un piccolo incidente di percorso capita anche ai migliori.