Di Gioia (FI): ripartire puntando su tutti gli asset economici sollecitabili

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Scrive il delegato di Forza Italia all'Innovazione Tecnologica, Ricerca e Fondi europei, Giuseppe Di Gioia: La pandemia causata dal Covid e la sua gestione provocheranno la perdita di almeno 380 mila posti di lavoro al sud, che corrispondono ad oltre il 6% della sua forza lavoro complessiva. Questo ciclone si abbatte su un'area già economicamente depressa che ha visto svanire quasi un milione di posti di lavoro nell'ultimo decennio. La situazione economica nazionale e la cattiva gestione del lockdown determinerà, inoltre, una ripresa, se e quando ci sarà, a due velocità, con un mezzogiorno che proverà a riprendersi con un tasso del 2.3% del PIL rispetto ad un valore del 5.4% del nord. Il divario quindi tra nord e sud continuerà ad aumentare.

In questo contesto, la nostra città vive ed opera in uno dei territori più disagiati del sud (ed i dati sulla qualità della vita stanno a testimoniarlo). Natalità bassissima, emigrazione delle nostre forze migliori verso il nord e verso Paesi che offrono maggiori opportunità del nostro; incapacità di immaginare un futuro che non sia legato solo ed esclusivamente all'agricoltura ed alla filiera del cibo (certamente un asset economico e culturale assai prezioso, ma non siamo e non saremo mai tutti agricoltori o ristoratori) o al turismo mordi e fuggi da parte di una classe politica che non è in grado di pensare non dico alle prossime generazioni, ma almeno a medio termine, sono alcune delle cause di questo quadro davvero poco rassicurante. Il processo di desertificazione dei nostri territori va fermato. Immediatamente. Abbiamo una urgente necessità di ripartire puntando su tutti gli asset economici sollecitabili, ed è colpevole anche una politica che riduca la sua azione alla semplice buona volontà (quando c'è) o alle strategie di piccolo cabotaggio ("dobbiamo concentrarci su due-tre punti caratterizzanti..."). Invece bisogna avere la voglia, la velleità e la capacità di progettare e realizzare politiche concrete di rilancio dei nostri territori. Non possiamo non pensare al ruolo che il nostro territorio potrebbe avere in un rilancio globale del meridione, data la sua centralità geografica, ad esempio puntando sulle nuove tecnologie. Ma per fare questo occorre porre in essere politiche che favoriscano la creazione e lo sviluppo di ecosistemi di innovazione (Digital Innovation Hub, Poli Tecnologici, Incubatori di Start Up, Cluster), promuovendo la collaborazione tra gli enti di ricerca, l’industria, lo stato, i professionisti e tutti gli attori economici territoriali.

Purtroppo però dobbiamo registrare un dato: la Campania è di fatto, numeri alla mano, il principale polo di ricerca del Mezzogiorno, ma questo non si riflette nella sua capacità né di creare le giuste premesse per uno sviluppo equilibrato del comparto industriale su tutto il territorio regionale, né di proporsi come motore di una efficace ripresa economica del meridione né, infine, nella capacità di promuovere l’imprenditoria giovanile e le start-up innovative, fornendo il giusto supporto e reperendo ed ottimizzando le risorse necessarie. La nostra città e il nostro territorio devono saper sfruttare le opportunità che verranno dalla prossima programmazione dei fondi europei, che sosterranno la produzione di nuove conoscenze e tecnologie, la ricerca scientifica di eccellenza e l’innovazione, la capacità di generare investimenti che presentino un elevato impatto di crescita in termini di occupazione e ricchezza sul territorio. Ma per fare questo serve un cambio di passo, capacità politiche e competenze tecniche insieme. Ancora oggi leggo programmi politici che limitano la loro visione, ad esempio, sulle smart city con la possibilità di realizzazione di piattaforme per il bike sharing e poco altro e non possiamo più permetterci il lusso di perdere opportunità, risorse e tempo per colpa di una classe politica improvvisata ed inadeguata ai tempi.