'L'informatica nella Pubblica amministrazione, specchio della vanità'

- Opinioni - Comunicato stampa

Da Bruna Varrone riceviamo e pubblichiamo: Immagino cosa avrebbero mai pensato Charles Babbage e Ada Byron i due matematici che agli inizi dell’Ottocento idearono rispettivamente il primo prototipo di macchina analitica e il primo software per il calcolo, con l’alto intento di facilitare compiti agli essere umani, nel vedere i sistemi e le procedure informatiche della Pubblica Amministrazione, che di rigore matematico non hanno un bel nulla ma sono lo specchio della follia, dello strapotere e della vanità di dirigenti e ministri.

Il problema si è posto dall’emergenza Covid in poi e non vi è speranza che si trovi una soluzione a breve, non perché le pubbliche amministrazioni siano nuove ai sistemi informatici ma perché, mai come in questo momento, si sono visti migliaia di utenti e quindi milioni di sessioni accedere contemporaneamente o in un arco di tempo limitato alla stessa procedura.

Procedure utilizzate da personale addestrato ad usare solo quel tasto o a riempire solo quel campo sono passate ad utenti che hanno dovuto testare tutte le combinazioni offerte dai programmi scritti con i piedi e senza specifiche certe, ma visibilmente illegittime. Il Cittadino che accede di diritto ad un servizio della PA, è divenuto dapprima Utente e subito utilizzato come Cavia a scadenza (la scadenza della domanda da presentare), e tutti insieme cittadini, utenti, cavie sono stati canalizzati verso il grande “Mbuto” digitale.

Non esiste una porta dove battere i pugni o reclamare se l’impiegato non prende in carico la pratica o fa il vago, non esiste un numero telefonico funzionante dove una voce atona ma pur sempre una voce, tenta o finge di risolvere il problema, non esiste infatti l’organismo aziendale di facciata, il “front-office”.

Prendiamo ad esempio le procedure di inserimento nelle graduatorie GPS (graduatorie provinciali supplenze) per i docenti e il personale educativo. Solo 17 giorni di tempo per presentare domande che da decenni erano a carico delle scuole capofila. Il ministro Azzolina ha cambiato tutta la normativa sui servizi introducendo nuove valutazioni ed azzerando titoli e punteggi già acquisiti. Software completamente nuovo sia per noi che per il back-office, ciò vuol dire che nemmeno loro sapevano come bisognava inserire i servizi. Il risultato è stata una guerra: da un lato l’esercito degli utenti, dall’altro gli addetti al back-office, solo che i primi avevano nome e cognome poiché registrati, gli altri no. Nulla di umano in mezzo, solo cavi, nemmeno le faq, ancora da attivare.

Ci saranno stati programmatori interinali sottopagati, che si sono presi la loro rivincita contro il mondo, divertendosi a cambiare i campi di inserimento quando l’esercito degli utenti faceva notare che c’erano errori, allora il capo dei capi Bruschi, diramava “note esplicative” in cui ci chiamava carissimi, e chiedeva rispetto del lavoro, come se fossimo stati noi a mettergli fretta, note a suo stesso dire “tautologiche”, che non spiegavano nulla ma rimandavano a numerosi altri articoli di legge, e che come ha precisato la UIL non contemplavano affatto la legge ma creavano una legge parallela.

Infatti ad un certo punto sono intervenuti i sindacati che si sono presi l’onere di elaborare faq generando ovviamente interpretazioni diverse e spesso discordanti. Intanto il ministro continuava a promettere assunzioni e giù migliaia di utenti che ascoltando il ministro pensavano di essere assunti compilando un modulo. Buoni tutti, ..… a Settembre ci saranno solo le solite supplenze, e viste le modifiche radicali forse nemmeno quelle, semplicemente non ci saranno docenti e potranno chiudere prima.

La procedura è stata di fatto testata mentre noi la utilizzavamo, ogni giorno cambiavano i campi se ne aggiungevano di nuovi o ne cambiavano la dicitura, oppure ne apparivano di doppi tripli per cui non si capiva bene quale box riempire, i dati inseriti nei campi modificati andavano nella memoria cache dei loro server, la cache del server si univa alla cache dei nostri browser durante la notte dopo le operazioni ordinarie di pulizia dei database spariva tutto e quando il giorno dopo ti accingevi a riprendere la procedura per inserire l’ennesimo servizio non trovavi più tutto quello che avevi inserito e ogni volta bisognava fare la conta e ripartire daccapo.

Gli accessi dunque sono stati milioni visto che la maggior parte degli utenti ha dovuto ripetere la procedura diverse volte, la modifica dei campi e la pubblicazione continua di note e faq dei sindacati ha portato molti ad annullare la domanda dopo regolare invio e a rifarla poiché dal primo inoltro erano cambiate le regole di flag e pulsanti e nessuno sapeva dirci con certezza se la domanda precedente rischiava di essere invalidata. A fronte di tutti questi malfunzionamenti e numerossissimi “internal error” bloccanti per intere mattinate, non c’è stato nessun avviso di fermo procedura o proroga di tempi.

Il caos che si creerà dopo l’assegnazione di punteggi e con i ricorsi che stanno già partendo sarà indescrivibile, poichè è certo che nessuno si fida di quello che faranno all’atto della valutazione. Hanno avuto inoltre l’ardire di aprire tre procedure per la scuola quasi contemporaneamente e anche salate.

Ho parlato di illegittimità, poiché tutte le procedure informatiche dovrebbero seguire delle regole rigorose, innanzitutto la scrittura delle specifiche che deve contemplare la legge (ogni flag ogni campo di un modulo rappresenta un comma di una normativa), una volta sviluppato il codice, hardware e software sono raggruppati in almeno tre ambienti quasi simili, sviluppo, test e produzione. L’ambiente di sviluppo deve già contenere tutte le specifiche correttamente interpretate e codificate ma può essere ancora modificato dai programmatori. La fase di test dovrebbe simulare migliaia di accessi, se in fase di test sorgono problemi il software deve ritornare in ambiente di sviluppo per le correzioni. Superati i test il software passa in ambiente di produzione che deve essere pronto diversi giorni prima della data di avvio delle pratiche, dopodiché nessuna riga di codice o virgola può essere modificata e vengono compiute solo le ordinarie operazioni di manutenzione. Se si rendono necessarie modifiche sostanziali alla procedura, i programmatori svilupperanno una seconda release con la quale si possono chiedere aggiornamenti agli utenti in momenti successivi. Ogni eventuale errore o malfunzionamento deve essere rigorosamente monitorato e deve incorrere in blocco della procedura, con indicazioni chiara dei tempi di malfunzionamento e delle modifiche apportate e con penalità per la ditta appaltatrice. Così erano organizzati i servizi informatici per la PA almeno fino a quando vi ho lavorato io a Roma e a Benevento e cioè fino al 2009.

Inoltre, è assolutamente irregolare tagliare interi comparti aziendali fondamentali come il front-office, stiano tranquilli gli impiegati stanchi di interfacciarsi con l’utenza perché a mano a mano che andranno in pensione non verranno sostituiti, e stiano tranquilli anche i sindacati chè il loro lavoro è molto caro al Padrone, poiché nel caso non se ne fossero accorti, sono stati messi a fare il personale front-office per la PA.

Qualche cosa di simile è successo anche per il bonus delle partite Iva che ha portato migliaia di cittadini ad ammassarsi sui server dell’INPS, è veramente probabile che per semplificare la procedura le specifiche non abbiano previsto i lavoratori con altri redditi oltre l’attività professionale, e avendo strombazzato a destra a manca hanno mandato avanti una procedura incompleta confidando nell’etica personale, erogando bonus anche a deputati e professionisti con altissimi introiti annuali. Sicuramente se avessero usato il solito modulo in pdf da compilare e firmare a mano e inviare per posta elettronica, avrebbero messo in piedi una procedura digitale più eticamente corretta. La digitalizzazione improvvisa e cialtrona sta ulteriormente bloccando la pubblica amministrazione, da una parte i ministri e dirigenti che si mettono in testa di dimostrare quanto sono innovativi e sperano che un software possa risolvere i loro problemi di consenso elettorale, dall’altra imprese che tagliano personale e prendono appalti per cose impossibili da realizzare in pochi giorni approfittando di una legislazione carente nella misura del disservizio digitale, per i danni che si arrecano sia in termini di ricorsi che ne seguiranno, sia in termini di angosce e psicosi dei miseri cittadini ingannati nei loro diritti.

L’Azzolina ha ripetuto diverse volte frasi del tipo: ho creato un software per l’assunzione dei docenti, non esisteva un software per dire quanto spazio abbiamo nelle aule (si riferiva probabilmente al problema del distanziamento sociale, affrontato già da Lagrange nel 1700 e da lui risolto nel piano, ma non ancora risolto in una stanza e calcolabile solo attraverso tabelle, elaborate al PC), problema matematico ritornato in voga in questo periodo tanto che l’ho assegnato come elaborato per l’esame di Stato ad uno studente di quinta. Lei ovviamente ha pensato che al ministero servisse un software per sapere qual è il totale dei metri quadri di tutte le aule delle scuole italiane.

Insomma ci tocca vedere l’eredità di tali matematici che ho nominato, usata come giocattolo di coercizione da gente priva di ogni elementare buonsenso e usato come scusa per il taglio del personale. E per favore non prendetevela con l’informatica, forse non è un problema di soldi e nemmeno di potere ma solo di cervello, per cui mi sento di dire che se mettessimo matematici nei ruoli di comando, i problemi della vita reale li risolverebbero veramente.